La sua stazione

Quei petali aperti alla vita
impronta di strana stagione
trova ancor tepore quieto
e dell'inverno ha perso i suoi colori.
Verrà in questo contesto il solenne rito
a ricordar a tutti quanti...
- la nascita del bambinello nella grotta-
Festa mirabile, unica e santa.
In questo clima ridente e pazzo
dove non ci sono più mezze misure,
si passa dal quieto all'eccesso
nello schioccar di un battito di dito.
Oggi tutto fa estrema paura
in buono e brutto tempo,
sempre pronto è lo schizzo frenetico
per noi fragili e distratti coinquilini.
Le bizzarrie dell'oggi son contagiose
e noi umane figure come carte assorbenti
abbiamo incorporato il peggio nelle viscere,
e l'irrazionalità è sempre più presente.
Era dicembre ieri come è oggi
le apatie epulone non fan più vibrare il cuore,
come fregole sempre inquieti alla ricerca del bello
godiamo di luce apparente ... senza gioia.
La sostanza ... è vita e sani principi
mentre il clima da stadio esalta i nostri limiti,
fratello rinvita l'erpice e ri- traccia bene il solco
or tu vai di- fuori in frenesie senza fondo...
rimetti in sintonia sentimento e ragione
o questo treno non troverà più la sua stazione.
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Commenti (1)
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Sara Acireale22 dicembre 2014
Se non cambiamo mentalità, se non togliamo il paraocchi il treno non avrà più la sua stazione. Come ben si esprime il Poeta bisogna rimettere in sintonia il sentimento assieme alla ragione, fare in modo che si ristabilisca l'equilibrio tra mente e cuore.
