La mia bella città

Sento il Thc camminarmi per le vene,
le isterie
sciolgono nella neve
i miei ultimi vent'anni.
Il cappio,
triste la domenica
si espande come un aneurisma
nelle arterie,
i tram, la gente, le vetrine,
servi e padroni e cani,
vaccinati e laureati...
E guardo come Milano
muta il suo mutismo
in urlo ottimistico.
E' già il futuro.
Palazzi in punta di piedi
si affacciano sulle sfortune
di chi non soffre la nebbia.
Nessuna novità,
sorrido per non disperare
alle pubblicità,
che propinano soluzioni.
La mia bella città,
la mia bella necropoli,
presto o tardi,
concimerò anche io
i tuoi splendidi marmi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!