Egoista
Rami secchi
arsi dall'immenso tuo
deserto cuore.
Mai stilla di vita,
donasti come nutrimento
alle radici tue.
Sordo al richiamo
di chi poteva darti
gioie,
amore,
devozione.
Voci di sirene ammaliatrici
falsi echi
donne meretrici,
caldi rifugi
attimi fugaci
scrollati via,
in un'alba senza aurora.
Ora sei solo
piangi,
nel tuo giardino
petali infangati,
fatui fuochi
illuminano il nulla.
In frantumi,
il tuo giardino di cristallo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
R
Robylord1 luglio 2007
quanti giardini di cristallo non attraversiamo nella nostra vita? belle le tue rime che fanno riflettere sul vero amore e le infatuazioni, ma le sirene ci saranno sempre e non sempre siamo legati come Ulisse..ho divagato ma il tuo poema lo ho veramente apprezzato
Carolina Villani Bidibambina8 luglio 2007
Bellissime immagini per descrivere come è fredda la notte di chi non ha saputo nutrire, di colori e di calore, l'alba di un amore...
