La neve dell’87
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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Toccante. Questo l'aggettivo che arriva per primo alla mente. Toccante perché i versi si fanno esperienza comune, trascinando emozioni condivise di un bagaglio umano... E' cosi fragilmente umana, così intensa e viva la sensazione che ne scaturisce alla lettura che sembra stridere con l'affermazione del verso finale.
Interessante, altamente poetico, l'uso delle frasi lasciate a metà, come una serie di domande sul destino di un amore che non ha avuto esito felice ed è sepolto tra i ricordi dell'autore. Profondamente piaciute, molto musicali, anche le ripetizioni dei "mai", dei "poi", degli "ormai"... che accentuano le suggestioni dell''arrendersi stanco ad un destino avverso sotto quella nevicata invece indimenticabile di quell'anno. Molto bella ed apprezzata.


