Galleggio
Tu parli ed io galleggio
e le tue virgole sono illusioni.
Sgrani ogni piccolo suono, graffi
lo sguardo e sei distante.
S'apre una ferita, nello spazio che ci divide
m'inghiotte e mi tramuta in acqua.
Ti scrivo da questa gabbia d'onde,
le meraviglie e la malinconia.
Il sole non si mostra nel mio abisso,
la sua sovranita' vacilla.
Il mio non luogo, mutevole e rotondo
s'apre e si chiude, crea l'infinito e ridiventa pianto.
Galleggio, sotto il mantello della tua notte
triste, fra le tue braccia stanche e sul tuo ventre
immobile muoio da sola.
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Commenti (5)
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Zima2 luglio 2007
tristemente bellissima! ”s'apre e si chiude, crea l'infinito e ridiventa pianto” questo verso e tutto il senso di questo galleggiare nella propria solitudine di lacrime è stupefacente... complimenti!
Rasimaco2 luglio 2007
molto piaciuta... soprattutto nel ”... e sul tuo ventre immobile muoio da sola” versi proprio stupendi ed intensi
F
Francesca Coppola2 luglio 2007
hai un'abilità particolare a mettere su versi, con parole sempre nuove ed immagini toccanti! molto brava!
M
Marilena2 luglio 2007
hai scritto una bellissima poesia con una chiusa magistrale a mio avviso. sei sempre
Paolo Ursaia3 luglio 2007
posia scritta, anzi, interpretata meravigliosamente. Versi che comunicano molto. Mia piace moltissimo la poesia, mi addolora la situazione


