Che di penna scrivo
Eccomi a voi che di penna scrivo,
di pensieri omaggio porgo
in papiro pongo gesta di narrata vita
m’appartiene di singola strofa.
Sia di stenti o soavi giorni lontani,
cavalco con stima se riesco
curve e virgole di pose e stizziti punti
a cambiar tempo di passi e note.
D’impronta lascio e chino stendo,
versi fieri d’anima e nebbia
di colli e valli tra paesi e storie
riverisco sensi d’intimo pudore.
Di giudizi annuso m’esce a stento,
di coda prendo un ricordo, agile,
d’infanzia pare e m’allontano
muti i colori e lieve chiudo.
Or che lamento di passati anni,
m’arriccio a mani e spreco un riso
d’un caffè mi beo, d’un sollievo salgo
d’uno scritto imprimo di lirica ossequio.
©
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