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Impressioni 10 gennaio 2015 · lettura 1 min · 1861 letture

Asfissia

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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quando le pareti si dilatano e diventano labili i confini fra un abat jour e l'oltre fuori da questa stanza quando tutto é distante e nessuno mi (com) prende in questa discesa libera senza contatto e giungo fino agli inferi a trovare i miei fantasmi -spiriti senza occhi dannati fantocci mostruosi storpi- scorgo solo il grigio d'una pioggia che m'infradicia i contorni e giunge fino all'anima di carta svogliata foglia che si stacca e comincia a seguire venti senza direzione senza mani e senza occhi solo vuoto e buio sul fiato appeso ad un cappio di sgomento e nessun boia che ponga fine a questo annichilimento
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (2)

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zani carlo10 gennaio 2015

Capita di sentirsi schiacciati verso il fondo... che non sembra lasciare spazi a soluzioni. ...ma proprio al basso con forza e costanza che si deve risalire... tornando come disse un Qualcuno... a riveder le stelle.

Enrico Baiocchi13 gennaio 2015

Una lirica introspettiva in cui l'autrice sembra perdersi, oltre quei confini del letto delimitati dalle abat jour spente, come inseguita dai fantasmi in un bosco umido e spoglio, sembra cercare solo un carnefice che si schieri dalla sua parte. Versi pieni di triste solitudine che mi hanno colpito. Ma come nel tunnel del terrore di un luna park, in fondo a quel buio, c'è una porta che riporterà le luci sfavillanti e le grida dei bambini in festa, basta solo crederci.