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Fiabe 17 gennaio 2015 · lettura 2 min · 1621 letture

Di tutta l'erba un fascio

Daniele Lapenna 139 poesie pubblicate
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In un vicolo nascosto in mezzo a bar e profumi vi era un bel posto con cibo, gente e lumi ove nel retro, in cucina v' eran avanzi conservati da donar a una vecchina che li aveva conquistati. Solitaria e sordo muta in strada, lì, dormiva era sempre ben voluta la carità non inseguiva. Un giorno, nella notte dei senzatetto sconosciuti notaron fuori una botte e furon compiaciuti: il locale era sprovvisto di colui che vigilava così senza esser visto un barbon s' intrufolava rubando vino, pane e denaro carni varie e pregiate dal manzo, il più caro alle più varie insalate. L' anziana muta li notò ed alzò la sua mano uno di loro si fermò e la guardò in modo strano così il tipo le lanciò un maiale arrosto sano ma lei lo prese e lo gettò coprendosi le lacrime con la mano. La gente della via riunendosi in banchetto decise di mandar via la vecchina senzatetto "Son barboni ladri e violenti si son di noi approfittati han rubato gli alimenti seppur li abbiamo aiutati". La nonnina etichettata come un'approfittatrice fu con violenza allontanata in tono accusatrice: la privaron di coperte che bruciarono sul fuoco e le mani più esperte furon quelle di un cuoco. Col freddo nelle ossa che facevan un gran male la donna fu percossa da un sentimento immorale: pensò a quegli stolti che l'accusaron senza motivo nonostante eran colti pur se il suo cuor di colpa era privo. Li perdonò immediatamente giustificando il loro gesto eran saldi nella mente di un pensare così funesto che li portava a raggruppare in un gruppo di persone l'errore che uno andava a fare senz' analizzar la situazione. Forse era una scusa per trovare il pretesto ed accusar un'ottusa con un gran brutto gesto non era rabbia d' aver perduto ciò che avevan a sazietà perché furon più del dovuto senza un briciolo di pietà. La donna s' accasciò sempre col fare sorridente comunque lei li perdonò perché amava quella gente.
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Ho cercato, con fatica, di scriver una fiaba in rima trasportando l'attuale sentimento di odio verso chi non è italiano generalizzando in modo spaventoso, in una storia differente, utilizzando le metafore più calzanti possibili. Spero d' esser riuscito nel mio intento: non generalizzare, ma semplicemente usare il proprio cervello. Se un individuo sbaglia, la colpa è sua, e non di coloro che noi riteniamo formino la sua comunità.

L'autore
Daniele Lapenna

Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so

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