D'una serata sciolta
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
+ Segui

Per i miei occhi
- E per chi vegliò oltre Orione sgargiante
battesimi pagani imbevono le Ammiccanti
del vicolo sterrato e meno caro
Che le comunioni son pagate e succhiate
oscenamente ad insultare il proprio Voto:
corda vibrante d’arpa tinta del suo verbo
- ove languono corpi primitivi
idolatrando vaghe cospirazioni
fino ai deliri esilaranti dei poeti
al plenilunio. Snuda i monti pezzati
come gemme di morbida estasi furente,
sovrasta giunonica le antiche Saghe
Rimpiazza oltre i vizi dal breve livore, ove
molti si vincolarono all’inerzia della volontà
“santificandosi” nell’astinenza nel corpo,
un retaggio simile all’esilio
senza morte d'oblio ne alibi Nuove.
Quell’estate tiepidissima
la cometa sbiadiva, con la Fede
Eppure quei popoli decadenti,
l’avevano già perdonata.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
