Ricordi
Gesuino Curreli
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Sento i bronzi del seno che suonasti,
quelli ancora rimbombano nei sensi
ma il tempo ha spento, non è come pensi,
i bagliori sgargianti dei suoi fasti.
Ritornano i rigurgiti d’amore,
le cose mai capite dei suoi giochi
si fanno ardenti come ardenti fuochi
riaccesi dopo aver perso calore.
I bronzi e il suono fondo che rintocca
dentro il corpo stordito, nella gola,
nello stomaco stretto, nell’ aiuola
di voluttà che ancora porto in bocca.
Il corpo che si torce e si concede
all’intimo piacere che ora canto,
l’idea che tu risvegli se soltanto
traduco in fantasia come succede.
Però il profumo non avrà parole
che sappiano nutrire le narici,
né rima alcuna mai di quanto dici
saprà coniare in versi le tue fole.
I bronzi, i suoni, i sibili, i dorati
riverberi di ciò che fummo insieme
son l’eco che rinnova, quando freme,
la melodia di tempi mai scordati.
Campane, ricordatemi gli amati,
sonori appuntamenti col timore
di non sentire i passi perché muore
l’attesa che fa i cuori innamorati.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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