Amici
Francesco Falconetti
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C’è qualcuno che bussa spaurito all’uscio della mia porta, m’appare.
Ha uno strano cappello e piume brizzolate e lacrime fatte di neve in montagna,
speranze rarefatte (ma poi?) che illuminano gli astri indifferenti che divergono in cielo.
Ed io ti accarezzo il volto (ricordi?) e le tue lacrime impalpabili di nulla,
mi racconti di un amico fraterno, desiderato e perduto,
amore che canta il passato, attraversato da caldi abbracci che attendono
e che non trovano ancora.
E’ l’ineludibile concludersi delle verità atone del presente,
afono inseguirsi di memorie,
mentre cercano la tua mano, ancora.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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