Oltre il cancello
Gesuino Curreli
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Mi aprono il cancello e sul binario
mi sciolgo come nuvola nel sole,
è grigio sopra i tetti e sulle aiuole,
non c’è nessun colore, nulla è vario.
E’ grigia l’aria nel silenzio muto,
le porte sono bocche senza denti,
le ciminiere, spenti anche i lamenti,
non scrivono col fumo l’accaduto.
Eppure è stato, si, tanti racconti
non hanno più parole da coniare
ma tanto resta ancora da narrare
perché la fiaba più non ci addormenti.
Ora è il silenzio che si sgrana agli occhi
di chi vi giunge, come se un rosario
scoprisse preci e flebili rintocchi
venire su dal gelido scenario.
La tratta breve e vile del lavoro
che rende nobiltà alla prigionia
è inganno che conduce all’ agonia,
a un gorgo in cui si spegne anche il decoro
dell’ultima pietà su quella via.
E tu dov’ eri, Dio, nel male immenso,
nell’ umido respiro degli ammassi
dei corpi vivi e freddi come sassi,
ridotti a breve nuvola d’incenso?
Non è bestemmia il mio dolore intenso,
mi atterrisce la lucida follia
che ancora fa i suoi morti in una scia
in nome di deità fuori di senso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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