Whisper
Alessandro Labriola
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Dove i boccioli venefici fremono ancora d’estasi
e le damascate paludi esalano
- quando il rospo in attesa stima vertigine
e l’incubo imbratta le baldorie salienti
soffia un canto e vibra un ballo
Noi uniti nel pagano intento
di danzare nella chiosa dell’istinto.
Sangue, forma, ebbrezza, attimo – poi
spinta, volo: e
Liberazione d’Autunno.
Singhiozzò al tempo stesso Impoluto
una strana svolta:
violeranno le androgine
i satiri, la mia indole molle
a coglier rose in ronde
- il mio dolore altrove
come precoce illusione
sfumerà l’incanto, il caldo
se solo recidessi i vincoli
immorale marea di silenzio sentenzia;
e dove ho sbagliato
il freddo.
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Alessandro Labriola
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