Insonnia
Alessandro Labriola
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Catturo per Voi la chioma d'alba
ed i monoliti sussultano in fiamme
la preda della mia cecità
sono i Vostri sguardi stupendi
- ma non ne offrite!
Vado collocando pub ed insegne
dissanguandomi nelle serenate più oscure
per il vostro diletto divampa la ragione
a cagione del mio senno malato.
Si vestono in cori le puttane al giogo
serrano i bordelli strafatti e straricchi - quando
colgo la vena lasciva del vescovado
Tutta questa inerzia non Vi appaga ne insegna
- e riparto
distese di ghiaccio indaco
antichi separè per ville nuovissime
e folle in solitudine chiuse
i voraci stagni dove si bagna la luna
e le tombe!
dove si distingue nitida questa ferita
Voi scostate con mano
questo mio spirito e la sua saggezza
- il bene che reca
sapendo che l'indomani sorgerà nebbia
con fili di china mentre io nascosto
la chiamerò
Mattina.
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L'autore
Alessandro Labriola
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