All'ombra del mare
Elena Poldan
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ora viole
e sentieri di spine
ove un tempo glicine ricamava l'aria
e libellule dalle ali bianche
alitavano carezze
era come issarsi in volo
quando parole di seta
scendevano nei miei abissi
sollevandomi
con la grazia d'un usignolo
era illusione
solo fatua costruzione
d'una mente sognante
la via è deserta
s'abbandonano
giorni di pioggia
per lidi di sole
giudicandomi eremita
in una landa senza speranza
è la mia vita che trova e salta ostacoli
e di nebbia innumerevoli banchi
attraversa
è un passaggio
piango lacrime e sale
in questo giorno cosí amaro
stretti gli argini
soffoca quel fiume
che credevo sfociasse in cielo
oggi s'asciuaga e svanisce
come un mare senza sponda
e della mia sete di vita
serbo i riflessi
attendendo che un'alba
risvegli sorrisi
passione
e voli verso orizzonti senza fine
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Azar Rudif1 marzo 2015
Grande forza espressiva in questi versi che lasciano un senso di abbandono e di delusione verso un mare che di sicuro non si è esaurito perché un mare non si esaurisce mai. Oppure, ci si è solo voltati per guardare altri mari ed altri fiumi.

