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Introspezione 3 marzo 2015 · lettura 1 min · 1967 letture

Profetica Cassandra

Pagu 229 poesie pubblicate
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E ti ritrovo oscura mia parte sulla cima di un irto dolore, dal fondo sentivo elevarsi indomito tremolio scavato. Sei a caccia... scontata vittoria in ben futile preda lineamenti di una vita virtuale, l'arroganza nell'intemperata mente in pagine fresche del libro dei giorni. Cassandra di profetiche sventure, alla ricerca di materni titoli mai sazia di gioie da offuscare, angelo nero della disperata lentezza. Dense macchie adombrano la pelle, attraverso le vene giungono al cuore, l'anima non è solitaria viandante, incredula vittima del male destato. Nell'impavido scontro cerco spiraglio, la forza abbandona la voglia, miserabile uomo di funesto profilo soccombo alla piega di un sorriso girato.
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Con il tuo sorriso combatterò la tristezza...

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Commenti (8)

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Sara Acireale3 marzo 2015

Un'introspezione acuta e sincera. Può succedere di essere assaliti dalla tristezza perché l'anima è allo sbando, tutto appare contorto e senza via d'uscita, il cielo è coperto di nuvole ma basta un sorriso per diradare un poco la nebbia, per rendere più semplice il cammino della vita. Un sorriso non costa niente a chi lo dona ma vale tanto per chi lo riceve. In questo mondo buio e senza amore cerhiamo di non essere avari di sorrisi.

carla composto3 marzo 2015

profonda introspezione che ci porta ad anlizzare la nostra parte più nascosta... cieli bui luce soffusa... tutto avvolto in una chiusa bellissima alla ricerca di uno spiraglio di luce... mi complimento

Anna Di Principe3 marzo 2015

Mirabile poetare nell'esprimere una condizione particolare dell'anima... uno stato di turbamento, di alterazione e affrontare la parte oscura di se stessi e della propria psiche e portarla alla luce con un sorriso . Un testo capace di colpire al cuore... di una profondità introspettiva e di una bellezza coinvolgente. Apprezzatissima... elogio al poeta.

Si descrive così quel momento oscuro che ci pervade l'anima, con pensieri da poeta, che raggiungono vette molto alte di introspezione. Lei, Cassandra, è a caccia di menti e gioie da offuscare... ma solo quando la piena consapevolezza dell'essere si materializza nella mente dell'autore, si generano versi splendidi per combattere quella"tristezza" che tanto attanaglia. "Nell'impavido scontro cerco spiraglio..." l'unica salvezza almeno apparente è il sorriso, quel sorriso che, nel bene e nel profondo stato di dolore, diventa ancora di salvezza. Testo mirabile che scivola attraverso lo spirito. Tanta sensibilità e bravura.

Catia Dinoni3 marzo 2015

Versi di grande intensità, un poetare che porta il lettore ad addentrarsi nei meandri di un difficile labirinto nel quale si é forse perso il bandolo della matassa... un fluire di rapide emozioni che scavalcano le barriere dell'intimo sentiero che percorre la nostra esistenza, a volte profilata da non pochi ostacoli... cercare la forza per superarli, lottare per ciò che meritiamo con le unghie e con i denti... e poi c'é quella boccata di ossigeno che giunge inattesa... un sorriso, ecco un buon punto da dove ricominciare... a caccia... di vita. Ottimo testo i miei complimenti.

Rosita Bottigliero3 marzo 2015

Nelle vicissitudini della vita e la paura che ne consegue dalle esigenze... Un sorriso possa illuminare versi come questi... Un gran bel poetare. Complimenti

Azar Rudif4 marzo 2015

Versi che emanano una sorta di timore nelle forze che ci abbandonano e che ci spinge a trovare una via di fuga da situazioni che prevediamo irreversibili e che ormai stanno per crolalrci addosso. Cassandra non era creduta, nelle sue profezie, ma le sue visioni si avveravano sempre tanto da essere malvista dalla sua gente e considerata portatrice di sventura. Versi densi e corposi che lasciano il sapore dell'inevitabile e la presenza di un autore maligno dal funesto profilo, ma l'importante e non concedere mai quartiere alle contrarietà.

E ti ritrovo oscura mia parte... diciamo che la poesia, quella vera in qualche modo richiama quella parte oscura che ci vive dentro. Quell'ombra come direbbe Jung dove sono immagazinate tutto le immagini personali e collettive, nonché tutto il non detto o non vissuto dell'uomo. E non può che far paura, paura di perdere il controllo e dico giustamente. Perché una totale perdita ci investirebbe di una tale carica energica che sepellirebbe inesorabilmente il nostro povero io. Basti pensare a Nietzsche ad esempio impazzito per essersi immerso totalmente nel suo inconscio e uscito alla fine sconfitto. Bella poesia.