Tu che vivi

Tu che vivi uomo gli attimi d'eccesso
prendi limpido il mansueto passo
e fa' di una stamberga un albergo...
ove solidarietà si apra al fratello.
Tu che incedi nel clamore di eventi
e lasci sempre più opachi gli altri momenti,
prendi il vento di giustizia come modello:
in quell'esempio pulito sta il chiarore del giorno.
Sempre abile a pensare di strafare
in quel più che ti trova sempre in alto- mare
e il danno che travolge a tutte le ore;
in quell'incuria truffaldina il tuo ingordo vezzo.
Anche Cipputi ha perso i suoi riferimenti
lasciato in balia come un emarginato...
in mano a manager senza scrupoli
che fan del profitto l'unico sentimento.
In questi giorni d'agonia si fa sera
in quel buio che travolge senso e memoria,
tutti a seguire l'utopia dimenticando la storia
basta un tweet e sei immerso nella gloria.
Guardati allo specchio uomo del fare
mostra le mani al cielo e siano pulite,
oggi nel dar lustro alla compagna di viaggio
non sia solo immagine sbiadita di facciata.
I valori fondanti della giusta via
non si sbracano ai quattro venti,
hanno colori naturali e non sono esagitati ...
ma amano nel profondo e san chiedere perdono.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!