Altri giorni
Da quanto tempo, dì, da quanto tempo?
Questo grigiore in cielo che si mesce
con l’arsura dell’anima, divisa
tra i rivoli di amore trasformato
in sterpaglia cui neanche il fuoco
trasmetterà calore, e quelli
che senza requie rigano nel cuore
geroglifici d’astio, di rancore rosso
sprecati anch’essi, persi nei burroni
della mente davanti al negro abisso
dei perché e dei come, ingrata
messe invernale di pensieri
disfatti dal perenne calpestio
di piedi disumani, di ginocchia
esauste di piaghe perenni
e il dolore, sordo e cieco eppure
tanto acuto, quasi che mano empia
rinnovasse a lui le punte diamantate,
quando consunte, delle sue parole,
luttuose e infinite. Impari lotte
cui inizio vide l’alba livida d’un giorno
quanto diverso eppure rinnovato,
ancora sanguinante, e la sua fine
vide attraverso un crepuscolo sinistro,
piagato di false verità la notte
lunga e buia, di morti apportatrice
senza fine angosciosa e deprivata
di ogni carità. si vedrà mai
nuova estate? E sarà allora il tempo
di iniziare altro viaggio sconosciuto,
verso incognite terre.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga9 marzo 2015
Il tempo di una nuova estate agognata ma temuta... solo in un'altra vita si troverà sollievo a fuoco e sterpi e al crepuscolo senza fine di giustificazioni per le ferite inflitte e subite... stupendi, profondi e malinconici versi.
