Ho sentito
Elena Poldan
512 poesie pubblicate
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ho sentito
grattacieli crollare
e torri sprofondare
in voragini di dolore
ho sentito
il mio sole annegare
in laghi di fiele
ho sentito
il mio battito rallentare
e capovolgersi i miei domani
in vaticini da definire
ho sentito
usignoli morire
dentro a un fiume di neve
e le mie mani tremare
ho sentito
la falce
dietro la mia porta
e amari bocconi
trasformarsi
in serpi agitate
nel mio stomaco muto
ho sentito
il suo cuore che rallentava
i miei occhi che s'appannavano
la mia luce che svaniva
ho sentito
una strana forma di vita
aggirarsi
fra le colonne astratte
delle mie giornate
e l'ho seguita
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Azar Rudif8 marzo 2015
La prima impressione è quella di un macigno che ci arriva addosso e non abbiamo la forza di spostarci. Le ultime tre strofe chiudono anche la strada ad ogni speranza, ad ogni luce di speranza. Versi amari e tristi che la bravura dell'autrice rendono vive e reali.

