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Introspezione 8 marzo 2015 · lettura 1 min · 1676 letture

Ho sentito

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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ho sentito grattacieli crollare e torri sprofondare in voragini di dolore ho sentito il mio sole annegare in laghi di fiele ho sentito il mio battito rallentare e capovolgersi i miei domani in vaticini da definire ho sentito usignoli morire dentro a un fiume di neve e le mie mani tremare ho sentito la falce dietro la mia porta e amari bocconi trasformarsi in serpi agitate nel mio stomaco muto ho sentito il suo cuore che rallentava i miei occhi che s'appannavano la mia luce che svaniva ho sentito una strana forma di vita aggirarsi fra le colonne astratte delle mie giornate e l'ho seguita
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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Azar Rudif8 marzo 2015

La prima impressione è quella di un macigno che ci arriva addosso e non abbiamo la forza di spostarci. Le ultime tre strofe chiudono anche la strada ad ogni speranza, ad ogni luce di speranza. Versi amari e tristi che la bravura dell'autrice rendono vive e reali.