Traguardo
Ora percorro
il sentiero difficile che reca
al mio rifugio.
E’ un giorno duro,
la strada gelida s’inerpica avara
di soste sotto un cielo
che ha il colore del piombo
e come questo pesa
carico di pensieri amari
l’animo mio, deserto
di alcuno che mi allevî la fatica.
Tra le nubi nessuno spiraglio
che induca una speranza
di vedere del sole sia pure un solo raggio
che riscaldi o che almeno
illumini la strada; anzi codesta
sembra adesso emanare una densa foschia
che infittisce pian piano.
Sempre più arduo è scorgere la via
che si fa ognora più scoscesa
e dirupata; intanto dalle nubi
cola unìacquerugiola fredda
e la strada ben presto
s’impantana silente.
Il passo mio è pesante,
ogni respiro un soffio
penoso d’aria ghiaccia
e mi giro a cercare dove sostare un poco.
Ma mi avvedo,
soltanto adesso conscio
di ciò, che questa strada è gremita du genti
eterogenee, intente anch'esse e mute
a salire più in alto,
lungo l’ingrata via,
e sembrano all'impresa
affaticarsi alcune più di quanto io non faccia
ed andar l'altre spedite
e con allegra faccia.
La via sarà tra breve
terminata e comprendo
come presto vedremo
Chi ci sarà di Guida
mostrandoci il cammino che va verso la meta
felicissima o infame
che abbiamo meritato.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga23 marzo 2015
Una via che si percorre da soli ma in tanti, rimuginando sul significato del viaggio e sulla porta che si spalancherà...colma di malinconica spiritualità...
