O mia bandiera

Ti vedo sbattere nel vento
tu mirabile emblema senza tempo,
per te onere e gloria ha dato sfogo
all'alto prezzo del patriottico sentimento.
Tu sei ragione certa di sostanza
cuore aperto a note pure d'appartenenza,
ogni ingegno si fa vanto dell'eroe
nel sacrificio estremo che aprì un mondo
ove lo stivale trovasse una sua ragione ...
per alzarti libera sull'alto pennone.
Ti vedo nel bianco baciato dai tuoi fanti
negli inverni di epici e dolorosi scontri
di trincea ... là sulle cime innevate dei monti:
quell'urlo di battaglia prese il volo.
Ancor ti riconosco nel fuoco d'ardimento
del tuo milite ignoto che offrì il suo petto
alla lama nemica per non piegare il capo,
e il sangue sgorgava fra guerra e pianto.
E ancora eri presente nel verde arrostito
dal raggio infuocato e dall'avanzare del nemico,
nel verde più invitante lungo il piano- valle
mentre le portatrici issavano la giara,
per riprender toste la ripetuta mulattiera
in generose e asfissianti scalate.
Ora che da tempo sventoli libera nel vento
tutto si è perso di eroico e di ardimento,
solo egoismo e lussuria prendono la via
ti rubano a dirotto sangue e dignità,
ti lasciano andare sempre più a fondo
e fanno marcire la tua voce nel mondo.
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Commenti (1)
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Anna6217 marzo 2015
Se issare la propria bandiera ha avuto un senso in passato, oggi diventa un'urgenza, per quaanto solo simbolo, per ritrovare quell'identità perduta. Molto bella a ripercorrere le tappe salienti della nostra storia!
