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Uomini 17 marzo 2015 · lettura 1 min · 2122 letture

Nebbie di odio

Pagu 229 poesie pubblicate
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Nel tempo di cumuli di malvagie idee fosti in mezzo a detriti di terre di luna, nei svaniti sogni dai variopinti colori disperso in nebbie di odio sfumate. Come tremulo respiro all'acqua rubato, irato vento che del fuoco fu servo, un freddo abbraccio di vite bastarde travolse ore serene del viver terreno. Amasti l'ultimo desio dei beni mortali dietro l'uscio di ben tragica memoria bruciasti tutto quel che era ieri poi oggi senza lasciar al nemico di te l'apparenza. Fuggito da territori di morte lustrati piccolo uomo dal flebile appoggio cercavi solo uno squarcio di mare dove affogare il vasto tormento. Senza passato eri un triste risvolto.
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Senza passato sono un uomo annullato

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Commenti (12)

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piera tola17 marzo 2015

Leggendo questi versi sembra di attraversa il clima che si respira di questi tempi, l'odio la guerra che annulla la nostra storia... costretti a fuggire andando spesso incontro alla morte, chi vorrebbe scappare dalla propria terra e perdere tutto... credo nessuno lo voglia. Ogni limite umano consentito, ma dove stiamo andando... forse all'uomo non verrà più tatuato un numero sul braccio... ma l'intento è esattamente quello o forse peggio.

Anna6217 marzo 2015

Fuggire dall'odio cercando l'oblio non è rinascere, ma morire a sè stessi. Quando si fugge si porta dietro il proprio bagaglio di vita e si desidera che venga riconosciuto. Quando è che ci si sente veramente stranieri in terra d'altri? Quando non si riesce a comunicare, a dire chi siamo e da dove vemiamo. Direi che l'autore ha colpito nel segno: ogni uomo ha bisogno di rimanere aggrappato alle proprie radici, diversamente si sentirebbe mutilato e sperso

Azar Rudif17 marzo 2015

Era usanza e lo è ancora in casi attuali: i vincitori cancellano nomi, simboli, statue, libri, cultura e arte del popolo vinto proprio per soggiogarlo meglio. Distruggere il passato è come distruggere le fondamenta di una casa. Versi che vedono questa situazione dal lato di un vinto la cui speranza rimane fuggire dove gli sarà possibile costruire un'altra storia perché l'istinto umano conduce a questo. I termini sapientemente usati e le immagini rendono un paesaggio di rovina in un'atmosfera cupa dove c'è ancora una luce di speranza. Complimenti!

Rosita Bottigliero17 marzo 2015

Il passato che ci costruisce e distrugge i pensieri ma tanto caro per il presente da raccontare. ... Versi dolcissimi. Apprezzata

Anna Di Principe17 marzo 2015

Interessante operazione di scavo e di limatura fonico- lessicale nel delineare l'uomo che fugge da luoghi e terre distrutte deprivato delle proprie radici, del proprio passato. Versi che assumono un significato attuale a fronte dei flussi migratori, che vedono milioni di soggetti che trasmigrano per un eventuale futuro migliore .E' un componimento che rispecchia una realtà assoluta di ieri e di oggi, da cui si trae il pathos giusto. Ottimo lavoro, lode al poeta

Cristiano De Marchi17 marzo 2015

Il mare si tinge di nero, il nero del lutto, il nero del nulla, e l'uomo "affogato" si annulla. I versi si stringono feroci attorno al "mortale" devastato, e come serpenti stritolano e soffocano la preda, così lo stesso uomo, nemico, uccide il passato. Allora si fugge senza più nulla, senza anima e senza pensieri, unico istinto la sopravvivenza! I delicatissimi pensieri dell'ottimo poeta si muovono nel tempo di malvagie idee, diradano la nebbia d'odio e come un urlo squarciano il cielo! Tutto è sublime, da leggere e conservare.

zani carlo18 marzo 2015

Redatta in stile ormai ben riconoscibile... l'Autore mette in mostra tutto il male( ed il bene pure anche solo desiderato) che attraverso la storia conduce ai giorni nostri... Breve la significativa chiusura che spiega un concetto noto ma... mai scontato.

Sara Acireale18 marzo 2015

Nebbie d'odio attanagliano da millenni l'umanità che si trova ancora a vivere l'oscurantismo, penso che la luce non è ancora arrivata. Dopo avere seminato odio, morte e terrore l'uomo fugge lasciando dietro di se violenza e sangue per portarli in altre realtà e in altri orizzonti. Fuggire non serve a niente, bisogna rimanere e attraverso le rovine del passato, costruire il futuro. Il passato SIAMO NOI: è la nostra storia, la nostra cultura, la nostra vita.

Ecco, credo che questa sia una poesia che sa suscitare emozione. Tutto il linguaggio è proteso a creare drammaticità al testo, quell'inseguirsi delle erre nei versi, trasmettono un senso di durezza e perentorietà in cui s' alza con forza il senso di sdegno. Ottima poesia.

Patrizia Cosenza19 marzo 2015

Che dire ... una lirica molto studiata lavorata una grande ricerca di parole adeguate all'oggetto ... UN GRANDE LAVORO ... BRAVO! L'uomo non serve poi molto forse serve solo la pace ... un uomo senza passato non ha nulla da raccontare ma il passato rimane nel cuore insieme al dolore di una vita passata con i tormenti ...

Eolo20 marzo 2015

Un cadenzare lucido in un testo mirabile ricercato ma già da se vibrante di memoria propria. Si scinde l duomo e la storia, la pace e l'odio in un tempo che fluisce e nel suo corso delinea frammenti di umanità..

Antonella Garzonio22 marzo 2015

L'uomo fugge dal male che egli stesso arreca, fugge dal suo paese d'origine devastato dall'odio, dalla guerra, fugge dalle sue radici dal suo passato. Un tema davvero attuale, versi profondi che fanno riflettere complimenti.