Signore della Notte
Signore della notte che sui silenzi regni
e imparziale assisti allo scorrere della vita,
dalla reggia tua stellata abitata dai sogni,
è forse una lacrima a rigarti il viso?
Grave è ora il peso del tuo scettro,
anziana è la mano che lo regge.
Solo dall'alto del tuo trono regni,
calcata sulla fronte la corona.
Vuota è la reggia, perduto lo sfarzo,
tristi i saloni degl'echi del passato ricolmi.
I freddi guardi dei tuoi antenati unici compagni
nell'attesa che il destino dell'uomo si compia.
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