Alla primavera
Gesuino Curreli
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Non conoscere il canto degli ulivi
sparsi e argentati sopra i brevi colli,
gli elmi degli asfodeli bianchi e molli,
fanti a riposo, limpidi e giulivi.
Non conoscere il soffio e la campagna
che spande brina e tiepida rugiada,
e ai piedi del calcare la contrada
che mi diede i natali e la compagna,
è come cancellare sangue e amore
dell’essere che sono in questi luoghi
che ascoltano le rime e i tristi sfoghi
dei quali chiedo venia per pudore.
Allora m ‘innamoro e chiedo i baci,
e dedico al silenzio il mio stupore,
a questa terra che senza clamore
ti volle in seno, dove adesso taci.
Imploro primavera: - sii benigna! -
che nella solitudine ritrovi
canzoni d’ altri tempi e che mi giovi,
sorpreso fra i brusii di campo e vigna.
Conoscere ed amare anche i sentieri
dove passai leggero, d’altro umore,
dimentico che tutto passa e muore,
e sul trapasso addenso i miei pensieri.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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