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Introspezione 31 marzo 2015 · lettura 1 min · 2171 letture

Elevati altari

Pagu 229 poesie pubblicate
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Cangiante personalità alternante, dispersa negli effluvi di scritti, valicavi le soglie del tempo abbraccio d'infinito respiro. In ogni atavico amor sussurrato la veste un lembo perdeva, omaggio agli antichi padri dell'eterno vivere assorto. Eri uno, nessuno, forse centomila, sfamavi l'esser cantore di chi trovava voce e spettro in angoli bui di elevati altari. Sparivi nelle ombre, in luce decantavi, ingabbiando le altrui anime morenti recitavi la tragedia dell'irto vivere e innalzavi noi del vago oppressi. Chi fosti non posso dire, forse storia di secolar distanza, fantasma di confini superati, spirito di rara forza e vigore. Forse qualcuno conobbe il rovescio, ma nell'ammirar in te il doppio vivere tutti ci perdemmo nell'estasi più pura.
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Siamo tutti attori sul grande altare... della vita.

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Commenti (13)

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Patrizia Ensoli31 marzo 2015

Chi sia stato in realtà, solo lui poteva saperlo ma forse nemmeno, perché come affermava, noi, abbiamo l'immagine riflessa e non quella reale ... proprio come affermava, nulla è fermo, dunque nemmeno le opinioni sia nostre che degli altri sono le stesse. E l’uomo non può inseguirle, tantomeno cambiarle ... in fondo, ogni verità, ne apre altre ... Grande omaggio verso un uomo che ha fatto molto riflettere!

carla composto31 marzo 2015

bella lirica... maschere create dagli altri, visti viversamente e non come siamo realmente... come nella commedia di Pirandello citatta dal poeta, mi viene in mente un aforisma di John Lennon, vita è quello che ti accade| mentre sei occupato a fare altri progetti. un inchino a questa lirica di spessore che rileggerò con interesse...

Antonella1731 marzo 2015

Nella vita reale spesso si incontrano persone che sono solo maschere di mille altri individui. Sicuramente a noi spetta di accompagnarci con chi invece è vero e reale. Le maschere infatti presto o tardi cadono... e possono fare veramente del male e chi non sa capire ed affrontare le delusioni. Grandi verità rendono unica questa tua lirica letta con grande attenzione e piacere

Patrizia Cosenza31 marzo 2015

Alcuni si vestono di vestiti non suoi perché si vergognano e si mostrano come vogliono gli altri ... e altri si vestono di se stessi ... ma prima o poi la verità viene fuoi gli individui hanno dei blocchi solo con le maschere con i vestiti altrui vanno avanti ... ogni tanto vedo chi è accanto a me che si veste di me ... quelle sono solo invidiosi... bravo bel lavoro ben studiato

Grazia Denaro31 marzo 2015

Chi porta una maschera generalmente, può essere un grande attore o un cantore che ci lascia perplessi sulla sua personalità. Non conosceremo mai il suo vero volto tenuto al riparo dalla maschera, personalmente preferisco le persone dirette con cui avere contatto, ma nel caso dei grandi rimasti nella storia, il mistero a volte tende a renderli più noti. Un bel lavoro che ho molto gradito per contenuto e forma, complimenti!

Rosetta Sacchi31 marzo 2015

Se si indossano tante maschere fino ad arrivare a centomila, non solo si perde il conto, ma si finisce col dimenticare la propria identità. Forse questo è uno spettacolo che attrae molto e ci fa rimanere estasiati, fino a quando decidiamo di assistere allo spettacolo. Alla fine chi indossa la maschera viene comunque scoperto, non si farà certamente conoscere, ma noi sapremo che la sua è stata solo una recita, sull’altare della vita.

Cristiano De Marchi31 marzo 2015

Versi di Shakespearina memoria e di Pirandelliana virtù... L'autore compie, con questo suo straordinario lavoro, un volo nella psicologia umana che ci nasconde ogni giorno dietro ad una maschera di finti sorrisi e lacrime. Originale lo scritto, sempre attento e mai invadente, e anche in quest'opera si evince una notevole preparazione culturale. Chissà se Pirandello lesse Shakespeare e nascose la sua vera identità dietro al rovescio della medaglia... Tutto comunque vive su "Elevati altari" per sempre. Opera splendida!

zani carlo31 marzo 2015

Vero è...siamo tutto ed il contrario dello stesso... attori sul palcoscenico della vita... L'autore qui rappresenta in modo esaustivo tutti gli aspetti che contraddistinguono le varie sfumature... investendo un ipotetico attore delle emozioni che bene o male proviamo tutti. Bella la chiusura che lascia il lettore nel dubbio di risposte che ognuno deve ricercare

Anna Di Principe31 marzo 2015

L'Autore fa una disanima, con versi di grande spessore e di buon stile linguistico, sulla consapevolezza che l'uomo non è Uno, ma " diversi se stesso "... in questo modo la realtà perde la sua oggettività e si sgretola nel vortice del relativismo... elemento importante è la crisi d'identità che ogni uomo vive nel corso della propria esistenza. Il Poeta mantiene ben serrata la stesura, considerando il tema dai risvolti psicologici. Una poesia d'impegno e di notevole resa poetica .Il mio elogio all'Autore per aver affrontato un'attuale problematica sociale che stigmatizza nell'esaustiva nota. Complimenti...

Rosita Bottigliero31 marzo 2015

Amo molto Pirandello e ciò che dice è specchiato nei versi dell'autore. Siamo anime che riescono ad assaporare la scena già dal tempo della ragione e l'adattamento alla vita ci segue nell'itinerario ... Versi di una bravura eccezionale. Complimenti

Sara Acireale31 marzo 2015

Un omaggio al grande Pirandello e al suo celeberrimo romanzo. Siamo tutti attori nel grande palcoscenico della vita, ci travestiamo in mille modi e indossiamo mille maschere: uno, nessuno, centomila. Veramente, chi siamo? Forse non lo sappiamo nemmeno noi, a furia di recitare non riusciamo più a capire la vera idendità. Se, per un istante, ci togliamo la maschera ci sentiamo nudi, non siamo più abituati alla vera e reale essenza- Lirica di spessore

Pare che recitare su un palco come fa l'attore, al di là di ciò che si crede, possa permettere di togliere nella vita reale quelle maschere che giornalmente, chi più chi meno, ci portiamo appresso. È la paura di non essere accettati per ciò che siamo veramente a renderci incapaci di girare senza. Recitiamo diverse parti per renderci gradevoli al prossimo e sta qua la grande lezione di Pirandello nel capire come gli insegnamenti sociali abbiano prodotto un uomo distanziato quasi irrimediabilmente dal proprio sè. Ottima stesura.

Antonella Garzonio2 aprile 2015

Siamo tutti attori sul palcoscenico della vita che ci vede in ruoli diversi, indossiamo molte maschere, seguiamo un copione per meglio interpretare il nostro personaggio che sarà il prodotto delle maschere che indosseremo e dei ruoli che interpreteremo. I tuoi testi sono davvero originali e sempre spunto di riflessioni profonde e interessanti, complimenti!