Giardini Naxos e lo spazio tempo
Simone Doria
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Sulle ali del pensiero ti percorro
come Nike ti passeggio
e come un passero ti sovrasto!
O Naxos
moderno espediente in lotti
di un regale passato,
qui sullo Schisò mio Etna
hai emesso le tue gesta
e Cariddi ci spinse loro!
Eccoli
gli straccioni di Calcide e i cantanti di Cuma,
di pezze e democrazia
sembran vestiti
ma la magnificenza ci stan portando.
Le Grazie
animarono la chora tutto intorno,
Poseidon la inebriava
con i suoi cocktail alla spuma di mare
ma Dioniso geloso
di rosso nettare la inondava!
Danze e canti,
grecani sirtaki e siciliane tarantelle
in fenicie stoffe porporeggianti
a festa.
Questa è la Naxos della greca Trinacria
della nostra identità colonna portante,
noi poveri stolti la dimentichiamo,
la offendiamo,
sull’Apollo Archegete mangiamo
fra i suoi avi balliamo
e tra i suoi templi giochiamo.
Ora
si scambiano le parti
nell’antica baia
di gialla sabbia dorata!
Gli uni sbarcano sudati ed esaltati
finalmente il miracolo
toccano terra,
“la terra”,
la loro casa!
Gli altri oziano al sole
sudati e incremati,
finalmente il niente,
si gettano via in mare
vorrebbero andare,
la noia li spinge
ma il dubbio li estingue!
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