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Spirituali 2 aprile 2015 · lettura 2 min · 1015 letture

Cordata

C
Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Un vuoto abisso s’apre sotto i piedi; pochi chiodi mal messi, vecchi, stanchi reggono il corpo sfinito nel tratto finale del cammino. Quando ho preso questa via solitaria m’ero illuso che la cordata avrebbe sostenuto il peso della dura ascensïone, lunga e difficile, iniziata inoltre non nel fiore degli anni: confidavo che il compagno provasse il desiderio, come me, di compiere un’impresa che compensasse tutte le sconfitte già provate, per colpa nostra o d’altri, ciò non rileva, dimostrando quindi la nostra valentìa. Così partimmo: serra la rossa. fammi sicurezza; lascia la gialla, provo ad avanzare... Si procedeva. Serra rossaa e gialla... oh, dico, serra! Nel silenzio fitto le corde dondolanti, lasche, sono segnale di pericolo. Ad un chiodo m’àncoro e m’affaccio sul dirupo. Lontano corre il mio compagno e scende verso valle: laggiù lampeggia al sole la piccozza da lui abbandonata. chi può dire il profondo malessere, la rabbia che t’annebbia cuore e mente, i pensieri più foschi, di vendetta – sì, pure questi, che assillano la mente – e poi la pena, la fatica doppia, le lacrime inghiottite una ad una, il coraggio in frantumi, poi raccolto, le preghiere indistinte e il voto infine: vado da solo, e che m’aiuti Iddio. Poi, quando sfinimento che distrugge di volontà ogni resto ebbe compiuto l’opera sua, m’accorsi che il consesso umano non pensava più a me e che restava solo l’infinito silenzio sovrumano delle vette, il sottile ronzio di un mondo vuoto, restai gelato tra il gelo disumano che avrebbe accompagnato la mia essenza fino al disfacimento: e così sia.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (2)

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emiliapoesie392 aprile 2015

profonda ed intima riflessione che ci porta a vedere il mondo con altri occhi, con distacco dalle cose fin troppo materiali, ma prendere atto di cose essenziali. grande spiritualità, ottimo lavoro.

rosanna gazzaniga2 aprile 2015

E si può vivere ancora anche dopo le perdite più crudeli, i rimorsi, e la vetta ancora più lontana... una poesia che riversa l'amarezza di un cuore in versi toccanti e sconsolati.