Le valli di Tauromenion
Simone Doria
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Caos
tra i siculi versi del mare,
profumi di pesche acerbe!
Tin tin tin,
risuona la paterna zappetta
coltiva la mia terra,
chora zanclea.
Tin tin tin,
che meraviglia
è finito Maggio,
son pazzo
qui
sul mio antichissimo
terrazzo,
dall’età del ferro
è stato eretto
profuma di antiche erbe
materia
di umana esistenza,
vetusti richiami
che dal mare son venuti.
Ora dall’Europa
si appresteranno
a solcar
queste valli,
espedienti antichi
come Otto Geleng e Goethe,
di moderne vie
dai modi
un po’ british!
Una cena
al profumo
di verdure fritte,
essenze
di spezie antiche
rigenerate
in terrazze che odorano
di un atavico
aroma di melanzane.
Studi matti e disperatissimi
volli testare
ma mi accorsi che
come Socrate la percorsi,
non sapevo!
Illustri colleghi
mi han preceduto
in ereditarie ricognizioni,
io figlio di questa terra
non sapevo!
Che riempivan
la vista al cuore
di teatri infiniti
che si congiungon
tra loro!
Etna,
Ionio e mandorli in fiore!
Che in Europa
sembran miraggi,
ma in essa
son figli.
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