Diacono papà
Il vento crea vortici di polvere al passeggio,
tourbillon di foglie secche accartocciate,
somiglianti a pagine di giornale, letti consunti,
gettati con fredda noncuranza per la strada;
la foto immacolata, spicca sul tempo vorace.
L’abito da diacono con la stola ben curata,
tu uomo di chiesa fedele alla Croce e Spirito,
severo con te stesso in disciplina e devozione,
rigoroso ed umile nel servire Dio, Padre vero;
insegnavi inflessibile perché amavi ogni virgulto,
sapendo ricavare da tutti l’essenza migliore!
Ricordo al saluto terreno la chiesa traboccante
e una sfilata di “fratelli” religiosi senza affetto,
sguardi lontani sul passo incerto e stanco;
in tanti paramenti, gelo ed indifferenza per te,
solo pochi pastori, ti stimarono angelo custode.
Le lacrime spontanee solcavano volti e vite,
dal parrucchiere ferito, dagli amici di gioventù,
dai barboni affranti nel salutarti ormai esanime,
ai baci e mani poggiate rispettose sulla bara,
e risuonava cristallina la frase
“Lui era davvero di tutti!”
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