Spiragli di vita in apnea

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Vivere non avendo stima di noi stessi sentirsi sempre inadeguati, non all'altezza inferiori agli altri ... fuori luogo ... e chi più ne ha ne metta procura interiormente una visione deformata di noi stessi che compromette tutta la vita ... con gravi ritorsioni psicologiche!
Accettarsi e vivere una vita normale senza desiderare eclatanti avvenimenti è la cosa giusta per essere sereni e non dover combattere contro mostri immaginari, contro macigni che divorano e schiacciano l'anima. L'autore ha egregiamente messo in versi questo stato di malessere che taluni o talune si trascinano nel corso della vita. Un'ottima stesura, come d'altronde è suo costume. Opera apprezzata!
Accettare i propri limiti senza cercare la perfezione, vivere una vita senza eccessi è il primo passo per conquistare la tranquillità interiore. Un testo che invita alla riflessione, scritto bene, un lavoro che ho molto apprezzato.
Si accetta ciò che si è consapevoli di avere... ma si desidera sempre provare, come è giusto che sia... Piacevoli i versi che scivolano delicatamente tra musicalità e armonia. Questa per me è poesia, ricerca continua di nuove e stimolanti "avventure" del viver quotidiano o nei ricordi di un tempo. E' sempre bello leggere le opere di Pagu, perché trasportano la mente, per un istante, su altri meravigliosi mondi. Gran pregio!
I turbamenti dell'animo se connaturati ad una personalità non risolta, che producono apatia e non adeguatezza al vivere, inducono il soggetto ad una naturale involuzione comportamentale. Ma se sono gli eventi dolorosi della vita ad arrecare malessere, solo dopo un'elaborazione interiore e con la consapevolezza del proprio ego, si può riacquistare fiducia in se stessi e nel contempo ci si appropria della vita. L'Autore con un sapiente verseggiare fa una disamina molto profonda dal sapore introspettivo. Spessore e pregevole scelta linguistica dell'opera coinvolgono per un'attenta lettura e riflessione. Un encomio al Poeta.
La parola accettarsi mi ha da sempre provocato un certo sconforto. Forse associo questo vocabolo a rassegnazione, non so. Bisogna accettarsi per gli psicologi, bisogna insomma essere passivi per giungere ad una qualche forma di tranquillità. Ma la vita è questo? Oppure qualcosa di maggiormente coinvolgente? Forse bisogna semplicemente scoprirlo dentro noi stessi e da li tirare fuori le nostre personali convinzioni. Comunque, la poesia di Paolo ha un bel ritmo e possiede quel pathos da fiaba che personalmente apprezzo molto.
Il primo passo per poter donare agli altri un pezzetto di noi stessi è il volersi bene... e quindi accettarsi... il viaggio poetico qui intrapreso tra mille tempeste di emozioni lo testimonia... E nonostante tutto quello che succede alla fine è vitale un giorno riguardarsi bene ed essere felici di se stessi
Tornasti incredula col passo esitante vinta dal nemico che in te dimorava, con occhi riflessi in specchi di pianto accettasti il rovescio del vivere quieto. Bella lirica ma trovo l'impronta potente nel suo significato nell'ultima strofa, nella vita seppur nel passo incerto trovare quella spinta necessaria per ricominciare da se stessi, accettare ciò che fa parte di noi e trasformarlo in un punto di forza. Apprezzata molto i miei complimenti.
Accettarsi: è l'essenza di tutto il nostro essere. Se si ha la consapevolezza dei nostri limiti, delle virtù e dei vizi che abbiamo, penso che il cammino si presenta meno arduo, lo scorrere del tempo è meno problematico se si va avanti senza irrazionali paure e senza fanatismi di nessun genere anche se un benefico dubbio è essenziale per la crescita intelletuale e morale dell'uomo e della donna









