Metafore negli incavati simboli

Commenti (12)
Dico subito che non sono ferrata in altre religioni che non sia la mia, il cristianesimo e il cattolicesimo. Mi pare che l'autore invece sia ferratissimo. Trovo che sia una bella poesia che esprime i vari simboli di varie dottrine dell'oriente, mi piacerebbe approfondirle, vedrò di farlo con calma e con cognizione. Versi apprezzati per contenuto e forma!
Un bel dire con prospettive di sincerità che emozionano il lettore... molto apprezzata. Bei versi.
E' una "Lectio Magistralis"... un'opera unica, ricercata, di grande spessore poetico. Si rimane attoniti nel osservar tanta approfondita conoscenza e studio, una poesia che non è "poesia" ma frutto di arricchimento personale, capace di coinvolgere il lettore in un grande e stupendo viaggio tra la simbologia e la ricerca della spiritualità. Versi che devono essere studiati, ricercati e capiti, simbologie ricercate che affascinano la lettura. Lirica che mi ha appassionato e che mi ha riportato agli albori dell'università... Non ho commenti ulteriori se non quelli di stimare e "proteggere" tanta cultura e ricerca. Il mio più grande elogio per così bella opera!
Del mondo sembriamo padroni... viaggiando con la velocità della luce complici di una tecnologia imperante... eppure poche ma illuminanti idee risuonano assolute dalla notte dei tempi. Illuminanti come questa opera che in poche righe racchiude filosofie ancestrali... delle quali poco conosco... Ma non dare spazio alla curiosità penso che sia il più grave dei peccati... complimenti
La breve nota ci guida alla comprensione di questa poesia, dove l’ottimo autore ci avvicina al significato delle metafore insite nei simboli tatuati sulla pelle “di un uomo in cerca dell’eterno respirar. Immagini chiare e profonde, impresse come tatuaggi, dove l’ Aum ha significato di solenne affermazione, e il Claddagh, avente la forma di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona, rappresentano, le mani, simbolo di amicizia, il cuore di amore e la corona di lealtà. L’occhio della perfezione (UTCHAT) , sul collo, è inteso come regalità e protezione, per assaporare mille avventure, mentre nell’uomo scorrono due opposte forze, perché il fine ultimo è giungere a nuova vita, crescita, forza e pace (Koru sulla fronte)
L'Autore con somma maestria catapulta il lettore nel mondo, molto interessante, dei simboli appartenenti al Sanscrito, tra cui l'Aum, che è quello più conosciuto e importante, dal momento che vocalizzando, come si usa nella meditazione, il suono della parola, si imita il tono armonico di tutta la creazione...è il suono dell'universo, della vita stessa e dei cicli infiniti dell'esistenza. Il poeta sapientemente ha travasato la sua cultura orientale in un testo di notevole qualità... ha versificato concetti dal potente contenuto, come il rispetto per la vita e la comprensione del movimento divino nell'universo. Plaudo all'autore per non essere mai banale nei suoi testi, ciò per la sua ampia apertura mentale e per amore della conoscenza...
Parto dall'immagine dove è rappresentata in varie forme e simboli la dualità del Tutto per navigare su versi densi di simboli e religioni della spiritualità umana che spaziano per questo globo. Ogni simbolo ha una sua collocazione geografica (all'incirca India, Irlanda, India, Egitto, Giappone+ Egitto, Australia) ed alla fine simboleggiano tutti la stessa cosa: la nostra percezione di un mondo che è altro ed è all'infuori di noi, ma è raggiungibile attraverso noi e l'autore lo dipinge sul suo stesso corpo (cuore, mano, spalla, collo, dorso, fronte) secondo linee che attraversano il corpo nel tentativo di individuare la "via" per lo spirito.
simbologie che rappresentano vari credi... preparato e valente il poeta che ci porta a percorrere un viaggio in versi bellissimi nei quali la meta é poi la stessa... sempre un piacere nel leggerlo
Questo poeta non finisce mai di stupirmi. È ferrato in tutto, anche in religioni orientali ed èlla ricerca della via che conduce alla più alta spiritualità. Ci parla di Utchat (l'occhio di Ra) che tutto vede e niente gli sfugge... Poi riesce a collegare l'occhio del dio egizio col concetto di yin e yang (bianco e nero) rifacendosi alla simbologia cinese che si avvale di questo concetto anche per la sua medicina tradizionale. Il Poeta dimostra di avere una cultura profonda e ce ne fa dono generosamente e poeticamente.
La via spirituale può o, forse, deve prevedere una ricerca su ciò che vibra all'unisono assieme al nostro mondo. Quindi rientrare nell'alveo culturale di una sola disciplina e di una sola religione, non permette di seguire ciò che l'anima detta. Il nostro istinto è antico di milioni di anni e ci guida verso ciò che ci fa stare bene senza bisogno di strane formule o dottrine contestualizzanti e limitanti per la nostra crescita.
Dopo aver letto i commenti alla tua opera degli amici lettori, resto incantato dal tuo scavare l'animo al quale dai respiro tracciando significato di vita aldilà di simbolismi antichi. Coinvolgimento e stranamente con grande piacere dai stasi al movimento dell'essere. Non ho parole, ma tu sai che io ho grande stima del tuo sentire.
Poetica sintesi filosofica, spirituale ed umana, inerente la “globalità” di elementi naturali e ancestrali, insiti in ogni angolo del mondo. Le descrizioni, estrapolate dai simboli, sono evocative, suggestive e calzanti il profondo messaggio interiore, esteriore e surreale, giacente, nelle dimensioni, ove l’anima lo percepisce. Magnifica opera, assai piaciuta.












