Migranti
Gesuino Curreli
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Portano solo la speranza addosso,
sui piedi scalzi il corpo martoriato,
stivati come cose dentro un fosso,
nel cuore un dì diverso ed agognato.
Nella tempesta d'anima e di mare
un alito mai spento nell'attesa
lunga per rotte incerte, e la distesa
d'acqua che induce a credere e a pregare.
Poi silenzi profondi e notti immani,
lampi d'ire inconsulte e velenose
infiammano miserie umide e afose
nella resa dei conti disumani.
E i volti che dilatano le nari
chiudono gli occhi per un soffio d'aria,
non avranno la sponda milionaria,
altri vi giungeranno sordi e ignari.
La conta triste, infine, ed il compianto,
il sordido profitto sui migranti,
una guerra perduta, e tutti quanti
colpevoli che sia successo tanto.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Anna6220 aprile 2015
Che dire, leggo ed io stessa ho scritto su questa enorme tragedia e chissàper quanto dovremmo ancora dare risalto a questa piaga sociale che ci vede tutti coinvolti, anche noi che siamo impotenti sull'altra sponda.

