Arrovesciata- il mio mondo al contrario

A testa in giù, vedo un mondo pallido
il mare che si unisce al cielo- gelo-
Dalle ciglia si staccano granelli del Tempo azzurro
e mi scuoto e scrollo, per svuotarmi tutta.
Certo non sarà elegante stare a “gambe all’aria”
(ma) cerco solo di allungar la spina del dorso.
Trovare un’altra visuale,
ridimensionare sospensioni. Forse puntini?
C’era, allora quel fiume di metallo che intravedo ora
percependo le vertigini
di un soffitto, arrovesciato?
Mi escono Morti, vermicelli di abbandono,
non mi sposto, da questa posizione.
Finché non avrò svuotato l’esofago
ripulito il ventre dalle doglie.
Da qui con la testa in basso
si respira odore di anestetico.
E rido in faccia
contro faccia.
Piedi in aria!
©
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
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