Pseudo o meglio cavalleggeri
E il “pianto” del poeta sul boccale
ammara l’orizzonte delle stelle
scompare allora quella luna impallidita
del bardo itinerante e linkeggiante.
Maldestro il mio maligno sogno, di
druidi con pergamene d’alabastro.
Muore dal ridere nel dire tutto e il suo
contrario. Luna, le fate e sempre il mostro.
Mi chiedi se mi sono divertita?
Rispondo in rima falsa, e la partenza.
In queste matasse di paroline blande
lievi riflessi cinti ma non di ghirlande.
Desolè
©
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
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