Apina

È impossibile mi dico, attraversare un campo minato
pieno di giaggioli storti che guardano nel vuoto,
tremando di paura al vibrar di, sgraziate suole.
Leggere le bimbe verdi dai cuori nel supermercato.
Sono talmente piccola, allucinata dagli odori, travolta
negli enigmi su prati sorvolati, confusi di spray repellenti
e il mio avanzare zigzaga fino a scomparire lento
nell'ombra di tristezza, solo a notte fonda... sprofonda.
Ronza.
Suggere un veleno, potrebbe forse ipnotizzarmi ma son
pelosa, Apina campagnola, pungo appena, per morire.
Brucia l’alveare insieme al nido del beccofrusone ed io
vorrei una spalla, un seno per posarmi, ma ho paura.
Resto a terra, non m’involo.
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
Commenti (1)
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T
Thomas Rivolta1 marzo 2017
Sei unica e irripetibile!!! Grande poetessa alternativa...
