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Amore 26 aprile 2015 · lettura 2 min · 2608 letture

Capirsi

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Tu che passi per via, sembri una rosa non dalla serra nata ma da siepe, catafratta di aculei dolorosi da cui secreto s’è tossico umore urente al tocco e vaporante nebbie mortali di furori germinati dall’iraconda incomprensione e pure da ricordi lasciati ad appassire, da parole ormai sorde, senza senso alcuno, senza chi volesse un poco rinfrescare lor senso, ricordare quando e perché son state pronunciate, qual era allora tra di noi lor vero significato: hai fatto tardi! l’uno diceva ma capiva l’altro invece mi sei mancata tanto, come stai? Qual è il momento orribile, fatale in cui perdiamo la capacità d’intendere parole dentro il tepido mormorio della notte, o in mezzo a lampi di furente uragano, quando il sibilo del vento che ci assorda non finisce mai? Qual Angelo indignato ci privò del giardino odoroso da noi stessi curato dolcemente? Verrà ancora l’Eden nel quale ogni creatura è intesa ed intendente? Maomaomao, gattone bello, che dici? non capisco... amore... dov’è nascosta, non ti vedo... senti... dove sta quella rosa... non ricordi? solo il sordo ronzio terrificante del silenzio opprimente s’ode (ode?) ...-... ...-... ...-... ...
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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