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Riflessioni 27 aprile 2015 · lettura 2 min · 558 letture

Castelli

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Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Di tanto in tanto si rinnova la scena e ritrovo quei passati colori di un tempo di tiranni ed eroi, quel crudo viso di masso scolpito in quel regno di pietra tutto posato dalle forti mura ad ogni porticato. Sera di festa in questa contea che porge gli onori e rivisita la vita e la storica sfilata riporta l'oggi a ieri, ritorna in auge il castello e brulica di visi dame e cortigiani fra palazzi e cornicioni musica che riannoda legami antichi. Fra la porta di sopra che ammicca carina a quella di sotto che rimira in sordina, poi quattro torrioni per ammiccar agli armati rinasce il castello in rime e canzoni medioevali e si apre la pagina di signoria e cortigiani mentre i plebei chinano la testa a lor signori. Storia che volge il viso al passato che riaffiora fra quelle pietre ... scalinate e selciati al sole, fra quelle mura maturava desta la storia tutto lì era un brulicar di sostanza e gloria, io li rivedo ancora il nobile e la madama mentre il maniscalco ferra la cavalla. Quanti trascorsi antichi oggi lapidati dal business del cemento che mal digerisce tal etichetta e non parla di forma ma di pancia, si lucra su tutto basta l'esca e comincia la festa ... fra queste mura mentre giro in lungo e largo io rivedo ancor i bagliori ... dell'antica giostra.
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Troppi borghi e Castelli antichi... poco curati e dalla lobbie del cemento trasformati...

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Giancarlo Fiaschi
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