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Introspezione 24 luglio 2007 · lettura 3 min · 909 letture

Frammenti di carne e rumore di ciabatte

Fratello 91 poesie pubblicate
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prosegui sull'autostrada non sapendo bene se l'odore che si mischia alla merda e alla plastica bruciata si mischierà con l'odore del tuo sangue corri per tornare a casa rallenti per arrivare comunque acceleri per non fermarti rallenti perché immagini il tuo odore immagini il tuo odore di sangue pensi continuamente alla morte anche quando stai per aprire la portiera della tua cassa da morto pensi a quello che ti è passato a qualche centimetro sfiorando le tue ciabatte di cuoio ad alta velocità pensi chissà amico tu che stai venendo in macchina con me avresti preso le mie chiavi qualche metro più giù cercando fra i pezzi di carne avresti preso la mia macchina e l'avresti riportata sotto casa mia avresti suonato al citofono in piena notte forse e avresti detto, in lacrime ”ho riportato la vostra macchina vostro figlio è cosparso nella strada ridotto in decine di pezzi disteso sulla decine di metri d'asfalto” a cosa mi sono ridotto vivendo qui a pensare a cosa potrà portare il vivere qui morire.. esalare respiri odorare il sangue essere pestato essere ucciso essere violentato accendere la televisione e farsi stuprare consenzientemente dalle immagini di parlatori e vescovi opinionisti e gente che il successo gli è arrivato in bocca insieme allo sperma del produttore essere ucciso dentro dal continuo martellante anfratto delle loro perversioni dalle opinioni dalle sensazioni dalle pubblicità che mi dicono che vivrò meglio se sceglierò scegliere e consumare calpestare questo è è calpestare vivendo sulle macerie ignorando la decadenza e l'odore del mio sangue ma quando torno sotto casa arrivo. spengo lo stereo e amo qualcuno a volte c'è qualcuno o qualcosa che io credo di amare quando passo davanti al mio civico e vedo un parcheggio proprio li davanti per quella volta nel silenzio della notte un posto per me davanti al cancello di casa sembra che qualcosa me l'abbia regalato sembra fatto per me e provo ancora amore un amore malato quasi morto che odora di notte e passi rumore di chiavi e scale ancora chiavi serrature ciabatte il rumore dell'interruttore che si accende e poi si spegne perché ho visto abbastanza per arrivare alla mia stanza dopo ventisette anni ho visto abbastanza tanto da camminare ad occhi chiusi nel buio ho visto quanto basta questa notte per raggiungere il quaderno e uccidere il mondo dentro un cuscino.
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L'autore
Fratello

Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.

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Commenti (4)

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I
Il Crudo24 luglio 2007

stordente onirica e imparanoiata ballata notturna paura del buio e calore del ritorno fottuto fottuto grande scrittore (per caso fratello se ne è lamentato? no. e allora che motivo c'è di cancellarlo? fottuto è il mio modo di creare il superlativo assoluto, chiaro?)

M
Maria Francesca24 luglio 2007

l'incedere dei versi attira chi legge dentro, nel cuore della poesia, si compie un percorso come un dejà vue

K
Kate24 luglio 2007

cruda e agghiacciante verità, confortata dal ritorno verso un nido accogliente. a volte la cosapevolezza della morte, l'incontro con la stessa ci mostra un lato della vita che spesso ci piace nascondere, l'unicità e la preziosità della vita

O
Oliviero Angelo Fuina25 luglio 2007

Usando l'ipocrisia di un linguaggio ”filtrato” mi associo in toto a ”Il Crudo”.