Frammenti di carne e rumore di ciabatte
prosegui sull'autostrada
non sapendo bene
se
l'odore che si mischia alla merda e alla plastica bruciata
si mischierà con l'odore del tuo sangue
corri per tornare a casa
rallenti per arrivare comunque
acceleri per non fermarti
rallenti perché immagini il tuo odore
immagini il tuo odore di sangue
pensi
continuamente
alla morte
anche quando
stai per aprire la portiera
della tua cassa da morto
pensi a quello che ti è passato a qualche centimetro
sfiorando le tue ciabatte di cuoio ad alta velocità
pensi chissà
amico
tu che stai venendo in macchina con me
avresti preso le mie chiavi
qualche metro più giù
cercando fra i pezzi di carne
avresti preso la mia macchina e l'avresti riportata sotto casa mia
avresti suonato al citofono in piena notte forse
e avresti detto, in lacrime
”ho riportato la vostra macchina
vostro figlio è cosparso nella strada
ridotto in decine di pezzi
disteso sulla decine di metri d'asfalto”
a cosa mi sono ridotto
vivendo qui
a pensare a cosa potrà portare
il vivere qui
morire.. esalare respiri
odorare il sangue
essere pestato
essere ucciso
essere violentato
accendere la televisione
e farsi stuprare
consenzientemente
dalle immagini di parlatori e vescovi
opinionisti e gente che il successo
gli è arrivato in bocca
insieme allo sperma del produttore
essere ucciso dentro
dal continuo
martellante
anfratto
delle loro perversioni
dalle opinioni
dalle sensazioni
dalle pubblicità
che mi dicono che vivrò meglio se sceglierò
scegliere e consumare
calpestare
questo è
è calpestare
vivendo sulle macerie
ignorando la decadenza
e l'odore del mio sangue
ma quando torno sotto casa
arrivo. spengo lo stereo
e amo qualcuno
a volte
c'è
qualcuno o qualcosa
che io credo di amare
quando passo davanti al mio civico
e vedo un parcheggio
proprio li davanti
per quella volta
nel silenzio della notte
un posto per me
davanti al cancello di casa
sembra che qualcosa me l'abbia regalato
sembra fatto per me
e provo ancora amore
un amore malato
quasi morto
che odora di notte
e passi
rumore di chiavi
e scale
ancora chiavi
serrature
ciabatte
il rumore dell'interruttore che si accende
e poi si spegne
perché ho visto abbastanza
per arrivare alla mia stanza
dopo ventisette anni
ho visto abbastanza
tanto da camminare ad occhi chiusi
nel buio
ho visto quanto basta
questa notte
per raggiungere il quaderno
e uccidere il mondo
dentro un cuscino.
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