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Uomini 5 maggio 2015 · lettura 1 min · 2286 letture

Caldo amor quello che l'oscur ci priva

Pagu 229 poesie pubblicate
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Abbatterò la protezione cronologica per accedere al vuoto iperspaziale; tramite le oscure materie esotiche entrerò nel tunnel fino alle brame. Ti cercherò navigando dentro universi paralleli, che sia un tempo diverso, una mutata vita, isolato sistema complessivo in realtà virtuali, via dal presente per incontrar di me il passato. Supererò le mortali privazioni senza mai mutarle, non sarò padron di eventi ma inerte spettatore il cui cuore chiede di non essere orfano lontano perché è caldo amor quello che l'oscur ci priva. Rivedrò i felici sorrisi nel dì quando vidi luce, le carezze che del bene son beate cantrici, siano le speranze acque non increspate in un mar dove i dolori appaiono sperdute isole. Fisserò i tuoi occhi che del vivere son eterna linfa, le mani che strinsi poco nel passar da figlio a uomo, ripeterò la corsa in un tragitto che rimane inquieto per ritrovar l'affetto, approdo di chi nel vagar ha visto il nulla.
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A volte si vorrebbe vivere una vita parallela per ritrovare ciò che ci è stato tolto. (A mio padre...)

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Commenti (13)

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Grazia Denaro5 maggio 2015

Sarebbe bello poter vivere una vita parallela, ma purtroppo non si può almeno volendo andare nel trascendentale di cui nessuno di noi ne sa nulla. Rimane la nostalgia, il rimpianto e il dolore per ciò che abbiamo perduto, e che forse, quando ce l'avevamo, non l'abbiamo apprezzato abbastanza. Rimangono i ricordi che a volte ci riportano a quel tempo e a quel volto tanto amato. Ce lo spiega bene attraverso i suoi versi il poeta. Il mio plauso!

Sara Acireale5 maggio 2015

Ritrovare ciò che ci è stato tolto. Potrà essere mai possibile? Il Poeta intende intraprendere un viaggio attraverso galassie lontane, viaggiare nelle immense praterie celesti per potere riabbracciare il padre che si trova (forse) in un puntino lontano lontano. Viaggiare in mondi paralleli al nostro, trovare il puntino situato nella celeste immensità, rivedere eventi del passato e poi... quegli occhi tanto amati, potere stringere quelle mani che non hanno avuto il tempo di accarezzare il figlio che da adolescente è diventato uomo.

Patrizia Cosenza5 maggio 2015

Mi ritorna in mente mia mamma ... già un viaggio parallelo quante volte lo fatto, quante volte ho sognato di vederla toccarla ... ma la realtà è questa ... ho letto la poesia è ho sognato con te quel viaggio per galassie e infinito immenso ... e poi ci rimane l'amaro in bocca per quelle cose che avremmo voluto fare con loro e non lo abbiamo fatto e magari per averli trascurati un po ... e ora che abbiamo tanto bisogno di loro non ci sono bravo un viaggio del cuore

zani carlo5 maggio 2015

Linguaggio come sempre ricercato e mai banale incornicia questa poesia che trasporta in altre dimensioni per intraprendere un viaggio nella propria coscienza. Quante cose abbiamo lasciato alle spalle... incompiute o tralasciate perché ritenute al momento superflue... rimane il ricordo... quello si capace di trascendere tempo e spazio per far rimanere sempre accanto le persone che amiamo ancora.

Cristiano De Marchi5 maggio 2015

Una vita parallela stupendamente descritta, nella forma e nelle immagini che si plasmano da sole senza sforzo alcuno, che creano l'ambiente surreale nel quale produrre emozioni. E' poesia pura, quasi un testo elaborato di canzone, musicale, che mi ha riportato a ricordar la geniale musica e i testi del maestro Battiato. Vivere per ritrovare o trovare un sussulto d'amore caro, abbattendo, cercando, superando ostacoli oscuri ma evidenti. Splendido il farsi trasportar dal "tempo" fermo nell'iperspazio di una mente limpida come quella del autore Pagu. L'amore privato negli affetti rigenerato da una affascinante poesia!

Rosetta Sacchi5 maggio 2015

Lo trovo diverso questo lavoro del poeta Pagu, mi ha sorpreso, ed è naturalmente ben riuscito, trovo che è musica, è purezza di suoni ed armonia di immagini ed è tangibile in ogni verso questo desiderio di vivere una vita parallela, dove abbattere il tempo, superare le mortali privazioni, ripercorrere il tragitto già fatto per ritrovare l’affetto perduto che l’autore riesce a ricostruire e rivivere splendidamente attraverso la poesia.

piera tola5 maggio 2015

Si anche io per un attimo, leggendo la poesia, mi ha riportato alle canzoni di Battiato (come citato da un altro autore), elaborato e profondo il testo, mi ha portato a provare la sensazione di vivere una parallela vita interiore... realmente non si può, ma l'alternativa e ricrearla profondamente in noi. Ricca di spunti riflessivi, che apre anche una attenta ed interessante discussione. Molto interessante,

carla composto5 maggio 2015

lirica profondamente sentita... poter fare viaggi spaziali per ritrovare amori perduti per emozionarci ancora... bella questa opera particolare ma ben scritta che si legge volentieri come tutte del valente poeta... il mio plauso

Anna Di Principe5 maggio 2015

Forbiti e compatti versi che delineano la sottrazione affettiva dove traspare un sentire di smisurata profondità emotiva alla ricerca di un'equivalenza di vita parallela con la figura paterna. Un'equivalenza, che soddisfi le mancanze "del vivere "..."delle mani che strinsi poco ". Il poeta versifica con uno stile suasivo, deciso e saturo d'infinita tenerezza, con il ricorso a pregevoli assemblaggi lessicali, ad una cura della parola e dei suoi incastri di grande fattura creativa. Una sinuosa malinconia, che si nutre di una memoria terrena, mai decadente. Un climax di grande impatto rielaborativo ed esistenziale, che è illuminante per il lettore. Un testo di notevole valenza ...La mia lode al poeta!

Azar Rudif6 maggio 2015

Leggendo ho avuto l'impressione iniziale di un superamento e di un'esplosione degli spazi dimensionali alla ricerca di un affetto perduto che per un attimo ho pensato sia riferito ad una madre, invece la nota mi ha svelato che si tratta dell'altro lato dei nostri affetti familiari, quelli verso un padre che viene descritto nella sua più intima essenza proprio nell'ultima strofa. Il sentire di questo scrittore è decisamente senza confini e viene espresso in immagini di ampio respiro e che vanno oltre i confini del nostro spazio tridimensionale e temporale approdando in altri spazi e geometrie non euclidee fino a fondere l'infinità di un sentimento con l'infinito che ci abita.

Lirica che esprime un forte desiderio di abbracciare il padre e ci coinvolge in questo spazio tempo dove si freme assieme all'autore. Sembrerebbe una necessità di Paolo riabbracciare il genitore per vivere ciò che non si è vissuto pienamente e con totalità o comunque è questa l'impressione che mi ha dato.

Antonella Garzonio6 maggio 2015

Vivere una vita parallela, spettatore di ciò che è stato, accarezzando l'amore di chi non è più vicino a noi, stringendo quelle mani con maggiore consapevolezza. Lirica intensa, toccante, il mio plauso.

Rosita Bottigliero6 maggio 2015

Sai essere incisivo, profondo nelle parole... un dire sempre. meraviglioso che include i sentimenti di chi ha sofferto e ama. Molto bella...