Vittoria di Pirro

Oggi che si brinda alla vittoria
fine di quell'era oscura di carneficina,
dove i buoni propositi sgorgavano a iosa
per un mondo nuovo pieno di gloria.
Gloria di pace e d'amore e non di eroi
la fine del truce incubo voltava la pagina,
verso quel tempo di magica meraviglia
ove l'opulenza non era solo sogno e fantasia.
Vittoria che scacciava l'incubo della guerra ...
fra quelle macerie di calcinacci e miseria
tutti direttori d'orchestra con la giusta nota
e in quei proclami ... sogni e retorica.
Dopo il buio anche il giorno ha perso il verso,
hai sempre scimmiottato all'idolo del progresso
uomo di ieri e d'oggi, ma non se mai stato satollo ...
in quel consumismo di lussuria e d'abbandono.
Nel tuo ciarlare al vento hai perso ogni esempio
e nello sfruttamento al fratello quel cappio al collo,
e imposto ancora tu le regole del gioco disinvolto
nel trasformismo di maniera che ha cambiato la scena.
Nella sfida temeraria dell'eroe rivedo Davide e Golia
e quel mare di morte che oggi piange lacrime di sangue,
quel che era ieri non ha perso troppi connotati
e l'umile e il giusto ... sono sempre i meno invitati.
Sott'acqua giacciono a migliaia i corpi d'emigranti
di chi ha lanciato con la moneta il guanto di sfida,
ora spettri senza più ragione sono imprigionati nelle stive:
piatti e stecchiti ... loro ... oggi non brindano alla vittoria.
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