Del dormire

Questa Notte che avanza,
spargendo la follia del sonno
è creatura viva e fosca,
un cupo fiotto nella stanza.
L’alba sdentata con ci arriva
a superare il muro ed io non dormo
troppo buio danza attorno al silenzio
mi difforma il viso scomponendo le stelle.
Provo, a premere sul cuore
rompere le note e il soffio vivo
ma resto appesa, assetata dalla luce
con l’occhio disabituato.
Non dormo, non c’è sonno
irriducibile escludo di svegliarmi
allungando i gomiti ristretti
le ore gonfiate, che non passano.
Che incanto fallito, stride sospesa
la sua furia seduce, nulla sorge
angosciata, la mia Notte allunga
veglia le occhiaie.
Io, non dormo...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
