Senza titolo
Occhio sbalordito. Trecentosessanta gradi.
Di fronte
uno strano labirinto di anime sghignazzanti
tenute in piedi sul nulla
dal contatto, eterna ostilità,
della loro spada lunga di giudizi
contro le altre delle altre anime diverse;
corpi deformi,
esercito minaccioso,
di fantasmi annoiati di giovani donne presuntuose
di bambini arrapati di spiriti testardi,
infelici per scelta,
felici per stupidità;
nel puro oblio incolore
una sfera tinta di rosso
dalla quale si solleva
un grido un grido un grido
di disperazione,
il coro inascoltato dell'umanità
invoca la morte.
Chi ha vissuto agognando il paradiso
chiude per l'ultima volta gli occhi sul suo inferno,
chi è riuscito ad allargare in un sorriso
la bocca di questa tristissima montagna
saluta felice il suo paradiso
e parte a mani vuote e nudo
per il nulla accogliente di anime dimenticate.
©
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