Pochi scrosci
Gesuino Curreli
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Pochi scrosci e, tersa, l'aria intona
la melodia del tempo che comanda,
si calma l'improvvisa sarabanda
e sorge il canto dalla voce buona.
Io sono una scintilla e la corona
che mi soverchia offusca il mio lucore,
attendo che si avvampi presto il cuore
finché la poesia non mi abbandona.
Poter cantare quanto e come sento
la nostalgia del tempo andato via,
dal sentimento mungere poesia
spontanea con un lampo di talento.
Bere dai versi il latte caldo e amaro,
freddo e dolce, mai insipido, contento
del poco che rimane quando é avaro
l'amore evaporato come il vento.
Succhiare ai suoi capezzoli il liquore
e smarrire il perché di ogni sostanza
che mi avvelena l'anima a distanza
col ricordo che sfuma nel dolore.
Pochi scrosci e torna il cielo chiaro,
ma non penetra il buio la sua luce,
il buio del mio nulla, e non seduce
il suo bagliore più, sempre più raro.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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s
sergio garbellini23 maggio 2015
Quando la poesia entra nell'anima, allora si assiste ad una esternazione personale di intense melodie espresse in versi con una tecnica perfetta ed un susseguirsi di emozioni che lasciano il lettore soddisfatto di fronte a tanta bellezza culturale. Una lirica con espressioni e sensazioni intime di assoluto valore poetico, un plauso a questo autore che semina meraviglie poetiche da coltivare nel tempo. Apprezzatissima e complimenti come sempre.
Lidia Filippi23 maggio 2015
Bellissima poesia che prende l'anima; parole e versi che sgorgano da un sentire profondo. L'autore, con il consueto stile, regala un'altra delle sue perle. Apprezzatissima!

