Radicata universalità

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Può un numero nascondere tutti i vizi del mondo. Mi allaccio alla nota dell'autore per pensare che tutti questi atti malsani, malvagi e malefici possano essere deputati a Satana il dio del male e di tutti i mali ed i flagelli dell'umanità. In questi versi si descrive l'inquietante malvagità del male che investe coloro che ignari ci capitano e divengono loro prede. Versi che arrivano d'impatto al lettore che sembra di vedere con gli occhi della mente tutto l'orrore perpetrato. Il mio plauso a questa opera.
Sette, ma solo sette i vizi? Superbia, accidia, lussuria, gola, ira, invidia, avarizia. Può un numero racchiuderli, molti più di sette, con le molteplici sfumature differenziali, con il mescolarsi e confondersi di un vizio nell’altro. Sono vizi che si nascondono e vivono nell’ombra, portati alla luce da questi splendidi versi del bravo poeta ed analizzati e descritti con maestrìa e presentati al lettore con un fiorire di immagini ricche ed eloquenti. Davvero bravo il poeta in questo suo nuovo e particolare lavoro!
Una composizione di grande spessore creativo, descrittiva e riflessiva ... il poeta con acutezza esprime una serie di aspetti del male, perché la lettura sia d'insegnamento utile in un'epoca come la nostra con degrado e atrocità... difficili, comunque, da debellare. L'uomo in questo turbinio del male è privato della propria dignità tanto da ridurlo a mero strumento ideologico. E' Attuale riscoprire il vero senso dell'essere umano in un mondo diventato sempre più disumano. Come ben dice la nota del poeta non possiamo numerare le tante sfaccettature del male e dei relativi vizi e nemmeno "un salvifico fuoco "potrà salvare l'umanità .Il poeta raggiunge una stesura notevole per la costruzione di immagini e riferimenti filosofici. Plauso
Un numero non racchiude tutti i vizi del mondo. Sono molto di più e assumono diverse sfaccettature, nascono dal male e dall'egoismo umano. Il poeta con metafore filisofiche illustra i vizi principali dell'umanità che portano l'individuo e poi il gruppo e poi il mondo intero verso una catastrofe spirituale. Nemmeno il salvifico fuoco potrà purificare l'uomo. Che fare? non so, ma penso che se esiste il male, esiste anche la sua contrapposizione e cioè il bene. In cima ai peccati capitali il Poeta pone l'inerzia, ovvero l'apatia che non è lieve ma grande peccato perché porta all'indifferenza verso i simili, alla non compassione, al non vedere, al non sentire. Contrapposto all'apatia c'è la virtù più grande: quella dell'altruismo, dell'empatia
Un lavoro impeccabile si legge in questa poesia dove l'autore ben descrive il male insito nel cuore degli uomini, quasi come una piccola "Divina Commedia" ben descritta con i suoi peccati capitali e ancor più... in pochi versi sapientemente stilati che fanno riflettere su quale sia la vera natura di quegli uomini che si lasciano guidare dal male nascosto nell'ombra.
Ebbene... diamo un significato profondo a questo immenso nuovo lavoro di Pagu, un lavoro preciso, ricercato, studiato nei minimi dettagli, forte di un profondo impegno culturale che solo un poeta preparato può e riesce a descrivere. Sette sono i vizi capitali, sette sono gli "istinti" umani che avvicinano l'ego al rogo purificatore. Santa è l'inquisizione inutile, effimera perché vizio di umana fattura. Ha ragione l'autore... tutto ciò che si nasconde nell'ombra si adora! Umani siamo nell'infinito nostro essere. Un numero esiste, proporzionale a tutti i vizi del mondo... infiniti!
Devo ammettere che ancora una volta nei versi c'è una grande verità. L'ombra si ama là dove il reale finge... e sono sempre le apparenze a vincere, mentre la certezza è l'amore è sospesa nel tempo. Bella. Complimenti
Composizione... epica... quasi machiavellica... stilata in grande stile... da un Autore che ormai ha abituato il lettore molto bene... tutto ruota attorno all'incapacità insita dell'uomo di vivere secondo principi basilari d'amore rispetto ed amicizia... sospinto dal vento caldo di vizi mescolati alla vigliaccheria e paura... il risvolto della medaglia... due facce dello stesso volto.
Un numero dietro il quale si nascondono i vizi dell'uomo così attratto dall'ombra che accompagna il male, cosidetto vizio. Un numero che non riesce a riassumerli tutti, perché molte di più sono le scelleratezze che spingono l'uomo verso il vuoto di una vita senza pace alcuna.
Il male, nella molteplicità dei suoi aspetti, corrode la vita dell'uomo, lo fa sprofondare nel il vuoto di un abisso incolmabile, intrinseco alla natura umana che si lascia fuorviare dai vizi e scelleratezze immonde.
Così descrivi il male in un movimento di astrazione Temporale che fa molto riflettere.











