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Riflessioni 30 maggio 2015 · lettura 1 min · 2369 letture

Nell'inerzia di un abbandono

Pagu 229 poesie pubblicate
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Di battaglie e di cultura amara crebbe la delusione, fu in pensieri filosofici che trovasti caldo appoggio, tu che di valori e verità avevi perso l'ampio raggio. Era solido quel vasto muro che si ergeva sul sentiero, nell'arduo sogno di volare più su del qualunquismo, una vita fatta a stadi negli opposti e nel negato. Cercasti il mondo estetico nell'indomito accadere, spettatore dell'immenso dentro ruoli mai macchiati, ma la noia alzò barriera in una vita ormai spezzata. Sposasti poi i valori familiari e religiosi, troppo irto era il cammino, dell'ateo la visione, tornasti al tuo Io già difeso da quel mondo. Nel tratto evanescente sparì la tua figura, terminate eran le parole negli imprecisati gesti ormai ombre di assoluto nel ricordo, una chimera. Troppo alto era quel muro eretto in spazi già infiniti, troppo corto era il respiro in un nulla senza fondo, aspettasti la corrente nell'inerzia di un abbandono.
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È la corrente che ti trascina, è la vita; non si può giudicare, né capire, non c'è che lasciarsi andare. (Jean- Paul Sartre)

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Commenti (10)

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Rosita Bottigliero30 maggio 2015

Lasciarsi dietro i silenzi, contatti dietro il tempo che fugge nel suo cosmo e ne ricamato la poesia... sono attimi intensi e veri ...complimenti

Grazia Denaro30 maggio 2015

M'attacco alla nota dell'autore, è un enigma la corrente della vita, diverge più e più volte e molto spesso si viene trascinati nostro malgrado. L'importante che tutte le esperienze fatte, siano servite a farci divenire più forti e d'affrontare con più coraggio ciò che si presenta nel divenire. Magnifici versi che ho apprezzato moltissimo. Il mio plauso!

Massimiliano Moresco30 maggio 2015

Un percorso per il quale molti si possono riconoscere. E' il tipico percorso di coloro i quali cercano il vero nella mondo filosofico o della cultura in genere per poi rendersi conto che è difficile raggiungere una meta decifrabile e su cui stabilire un avamposto per la propria felicità. Ma sarà la felicità ciò che cerchiamo? Credo che la felicità sia alla portata di tutti e la si può trovare nella semplicità. L'uomo, a mio avviso, aspira a qualcosa di più, vuole trovare la sua vocazione in modo da esercitare sul mondo la sua forza, il suo respiro che lascia un segno sulla terra.

Anna Di Principe30 maggio 2015

Ognuno di noi sceglie quale percorso di vita fare; chi preferisce vivere con semplicità senza aspirare alle vette della conoscenza e del sapere e chi, invece, sospinto da alti ideali dettati dalla sete di assaporare " virtude e conoscenza " sceglie una strada certamente più faticosa e tormentata. Tra le diverse configurazioni dell'esistenza si erge un muro per assenza di affinità . Il poeta dipana armoniosi e introspettivi versi con profondo slancio emotivo, apportando tasselli analitico- psicologico. Di grande fattura l'intera lirica... molto apprezzata. Il mio elogio!

Cristiano De Marchi30 maggio 2015

Come un fiume è la vita e lasciarsi andare trascinati dalla corrente è imperativo assoluto... Si, vero, non si può giudicare e nemmeno capire, si può vivere sapendo di poter vivere! Troppo alti e maestosi diventano quei muri che ritroviamo o costruiamo durante il nostro cammino, e questo il bravo poeta lo sa bene, e bene riesce a riproporlo poeticamente; tuffiamoci allora, lasciamoci condurre ove il destino vuole, ove l'abbandono nel vuoto vive e noi con lui. Splendida interpretazione, ottima lettura!

carla composto30 maggio 2015

spesso non si può contrastare il corso della vita... con gli occhi del dopo possiamo valutare se é stato un bene o un male e trarne le dovute considerazioni... importante lirica scritta con sensibilità e preparazione...

Rosetta Sacchi30 maggio 2015

Abbandonarsi all’inerzia, non si può fare altro, lasciarsi trascinare dalla corrente, solo così si vive . Quindi, seguiamo la corrente senza nulla domandarci. E se incontriamo nel nostro cammino muti troppo alti costruiti dentro spazi infiniti, seguiamo il destino nell’inerzia di un abbandono. Sono sempre originali i versi del bravo Pagu e trattano tematiche che invitano il lettore ad una profonda analisi e riflessione come in questo ultimo lavoro dove il poeta affronta il tema del l’esistenzialismo di Sartre, e scusatemi se è poco…

Azar Rudif31 maggio 2015

La vita è come un mare, c'è la corrente dalla quale puoi farti trascinare, ma puoi anche alzare le vele e decidere tu la rotta. Ricordando (spero bene) un motto di Nietzsche: molti perseverano sempre sulla stessa strada, pochi ricercano la meta. Versi con concetti molto profondi e che compiono un vasto esame di questo moto esistente nel nostro vivere che a volte ci trascina per inerzia o per nostra malavoglia e pigrizia. Colpiscono la seconda e l'ottava strofa che mi descrivono il tentativo dell'uomo di fuggire la verità costruendosi un mondo di teorie più comodo, ma FALSO. Ottima, la conservo

Daniela Zarriello31 maggio 2015

Con lo sguardo nella sua interiorità, l'uomo si interroga sul suo essere e sul suo esistere come parte del mondo. Cerca il significato e ne sente l'unicità, la precarietà e fallisce. L'angoscia esistenziale e il nulla attanaglia. Allora basta abbandonarsi alla potentissima corrente della vita che ci ha generati e in cui siamo trascinati e che non possiamo né giudicare né capire ma seguendo sempre la nostra coscienza sia nel bene e che nel male. Il poeta ha affrontato egregiamente questo tema esistenziale con versi potenti ed incisivi.

Sara Acireale1 giugno 2015

"Non si può giudicare né capire... non c'è che lasciarsi andare" Scrive Sartre, ma è effettivamente così? Bisogna lasciarsi trascinare dalla corrente come fa la massa, oppure aspirare a un ideale più alto, cercando la conoscenza per riempire dei vuoti? Si possono riempire questi vuoti o... forse è più felice chi non si pone problemì, chi lavora tranquillamente, si gode le sue ferie e i piccoli piaceri della vita? Francamente non lo so. Ci sono persone speciali che non si accontentano, vogliono scavare per "trovare qualcosa" togliendo una zavorra inutile, come lo scultore che limando, assottigliando il marmo crea una bellissima statua. Secondo Sartre, abbiamo mille possibilità, bisogna togliere le 999 e usufruire dell'unica adatta a noi.