Calura

Calura tutto prende e ammanta
del pensiero solo nebbia fugace,
vorresti palesar armonia di parola ...
sono sterili i filari nella vigna,
solo pavoneggiante apparenza
contamina e squarcia la storia.
Tu seguace servo dell'ideale
hai seguito sempre quell'odore,
mentre intorno a te mutava la scena
e salivano in carrozza i nuovi apostoli,
brillanti esempi di un altro concerto
e ti han rinchiuso obsoleto dietro il paravento.
Giorni di lotta e tempi d'ideali
ove la massa non era retorica da commensali,
sempre più stretto alla catena
dell'egemonia di un oggi che fa paura,
tutti professori nei soliti sermoni
ma sottobanco cominciavano i dolori.
Oggi mi guardo allo specchio
e vedo un ex fra grinze e dolori,
il cuore leggero non ha troppi delatori
le mani pulite non nascondono tesori,
mi sento diverso e gli occhi vedevano lontano
mentre oggi il futuro ...mimetizza sovrano ...
calura che arroventa e toglie dai gangheri
il pensiero pulito e allunga la mano,
nella stagione del nuovo senza gloria
tu sarai il solito sfigato e loro minano la storia.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli7 giugno 2015
mi sento uno sfigato anche io... ma uno sfigato un po' scemo che per dar l'esempio segue la retta via e si ritrova in ginocchio a leccarsi le ferite... versi che devono far riflettere... apprezzatissima
