Respiri e voce

Quegli scricchiolii che senti di notte
sono del legno che respira,
per l'aria che riempie le fessure.
Ora so che il legno è vivo
per gli spazi vuoti che concede.
Ora so che non sono assoluta,
ma un reticolato fitto dentro cui avvengo.
Se smaglio la rete,
risalendo dal petto fino alla gola,
nel vocio del mondo straripo.
Indifferenziata voce, crotalo senza canto
con gli occhi dislocati e un'erranza ovunque,
senza indizio.
Divenire che mi sforma, mi sottrae o mi espande:
congegno di dissipazione nei tagli.
Ceduo che governa il ricaccio di gemme latenti
sacrificando chioma: impietosa morte,
ebbrezza dello spacco.
Ricongiungere, anello su anello,
il tronco vivo, vorrei,
per sentirlo respirare oltre le fronde.
Chè il crepitio del legno
è la riottosa voce dell'albero sacrificato al taglio,
orfano di radici.
La mia voce inconfondibile il prana del mio intimo giardino,
l'acqua del midollo della mia appartenenza
a diventare canto.
In questa notte che sfronda e svela,
in questo buio di silenzio e radici che mi invadono
e risalgono fino alla bocca.
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L'autore
Anna62
Commenti (2)
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Daniela Zarriello9 giugno 2015
La ricerca del prana, equilibrio interiore, armonia con tutti gli esseri viventi, riconduce alla forza che é in noi, che ci rende tenaci e vitali, forti nelle vicissitudini, respiro dell'anima che la natura ci dona, generatrice accorta e di cui siamo essenza. Lirica molto ricercata nei vocaboli e nelle immagini poetiche che rende questo lavoro importante e assolutamente da conservare. Il mio plauso.
Annamaria Barone11 giugno 2015
incanta il crescendo di una riflessione che è profonda poesia, sussurrata, quasi che nel crogiulo di infinite voci fosse solo goccia d'infinito, neutra, trasparente. No, questa voce risale dalla gola ed erompe, non un urlo, ma quel sussurro che spezza catene ed arriva lì, nel centro, dove trova dimora, si nutre, cresce, germoglia


