Don Chisciotte

Ti vedo uccel di nido appollaiato sul ramo
mentre tu vorresti ancor volare senza limite,
le nubi del tempo han scavato il solco
e l'abitudine ha preso troppo campo,
guardi troppo indietro e perdi il confronto
balbetti solo voglie, ma poco mordi.
E l'amore ... è solo un sogno elitario
il quotidiano ti toglie dal mazzo pian piano
tutte le carte migliori e ti lascia pochi s cartoni,
or dei bruscoli diventano travi giganti
e ti prende quel senso di solitudine e t'opprimi:
relegato consenziente in questa tua prigione.
Tu che come ardir ... volevi spaccare il mondo
ora graviti pesante in periferici campi,
quanto vorresti ancor spiccare il volo
ma queste ali sono deboli e non danno affondo,
sempre pronto alle scartoffie fra parole
musica scordata di routine nell'angolo afoso.
Rivedo gli spalti e l'animo guerriero
senza troppo pensare alla scena finale,
l'istinto un po' bambino nell'anno di militare
e la bussola odierna riprende quella salita,
pensieri e parole ... gelosi e incoerenti momenti:
chiaroscuri dell'anima che salgono in scena.
Ragazzo di ieri chiuso nel tuo angolo
speri di giocare ancora quella partita,
ora parti alla carica e galoppi all'impazzata
fra pensiero e realtà sempre più si dilata il fosso,
ti vedo menar sterili fendenti alla cieca ...
come un patetico Donchisciotte che canta alla luna.
©
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