Umane e disturbate afflizioni

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Un poema per la vita che ha il suo albero che le dona forza, per combattere e cercare ciò che veramente vale. Ricercare la forza e la gioia di vivere, comporta un grande sforzo e incanalare energia positiva che possa guidare alla giusta via. Una lirica pregna di metafore e belle figure che arrivano al lettore, il mio elogio.
Poema della vita che celebra la terra quale vero Paradiso, mentre noi pensiamo il Paradiso lontano, altrove, oltre il nostro tempo umano, diverso. In realtà non sappiamo cosa ci attende, né abbiamo alcuna certezza del domani, afferma nei suoi versi sempre curati e di gran pregio l’ottimo Pagu, che ci suggerisce il cammino perché la nostra anima possa elevarsi al disopra delle umane e disturbate afflizioni, cammino che si persegue attraverso l’amore, il coraggio delle proprie azioni per onorare la giustizia e la pietà per il popolo oppresso, liberandolo dalla sofferenza.
Poesia... anzi componimento complesso e pieno di riferimenti mitici e metafore azzeccate... per esprimere il concetto semplice e fondamentale che permette all'uomo di godere del paradiso terrestre che abbiamo involontariamente abitato... La penultima frase testimonia la felicità di chi davvero ha capito quel concetto. Condivisa a pieno la citazione nella nota...
Un componimento in cui troviamo un legame profondo tra noi e gli dei della mitologia greca arcaica... un legame dettato dal sentimento e dalla continua ricerca dell'uomo di se stesso. Il Nostro Pagu magistralmente ha la capacità di congiungere le gesta dei mitici dei con le emozioni e le sensazioni dell'uomo moderno. Nel testo c'è tanta spiritualità e tanto amore per la sacralità della vita, quasi un messaggio esistenziale, che si eleva oltre il tempo. Molto apprezzato il testo affidato ad una ars poetandi di grande spessore. Al poeta applausi.
bella lirica che va oltre il comune pensiero tra metafore bellissime ...una ricercare la vera natura dell'uomo e lo scprire la bellezza di madre terra... intensa e bella il mio sincero e sentito elogio
Una ricerca della natura attraverso bellissime metafore che fanno meditare. ... Bei versi. Ottima lirica. Profonda. Complimenti
Ancora una volta l'autore Pagu riesce a sorprendere noi lettori per la sua capacità di fare poesia in modo totalmente diverso e originale. È una persona che ama leggere e informarsi, però non scrive con saccenteria ma soltanto per fare un "regalo" a noi lettori attraverso collegamenti tra i miti dell'antica Grecia con le sensazioni degli uomini dell'odierna società. A noi lettori viene la curiosità di sapere chi era l'anziano Simurgh e scoprire che era un uccello che viveva sugli alberi (voglia di libertà) le Sefirot (le qualità dei primi 10 numeri) e quì mi viene in mente che niente è a caso e qualsiasi evento (passato, presente e futuro) ha un collegamento con un filo invisibile dell'universo. Finisco dicendo che la "terra era un PARADISO
Negli dei immortali c'é il riflesso della nostra anima che fluttua incostante fra questi due regni: quello terreno pregno di imperfezione, doloroso e mortale, e quello paradisiaco dell'eterna perfezione. L'uomo in costante ricerca del suo paradiso personale, vive egoisticamente e trasforma la terra in un inferno. Ecco perché questo lavoro poetico è così penetrante e pregno di significato: l'uomo con le sue azioni e le sue scelte di giustizia, amore reciproco, eguaglianza sociale, coraggio ed onestà morale può rendere questa terra il vero paradiso per l'umanità. Bello elevarsi ogni tanto così in alto con i versi di un sensibile e ottimo poeta.
Componimento ricco di simboli, di riferimenti mitologici ed anche esoterici. A partire dall'immagine dove compaiono 7 rami ed uccelli mitologici, ma il loro numero (5) è caro anche all'alchimia che molto prende dalla Kabalah e dal suo albero della vita con le Sephirot alle quali viene dato ampio spazio nei versi. Argomento non facile, ma svolto con un'ottima struttura anche nello schema dei versi che trovo interessante e dai quali emerge che, nonostante i nomi siano diversi, le figure mitologiche dei vari popoli, spesso, si equivalgono o sono similari e tendono tutti a ricreare quel filo di collegamento tra noi ed il divino che fu spezzato in tempi dimenticati.
Così narrò il sogno! In un tocco di poesia lucida intensa irreale a colmare essenze di vita. .
Con belle metafore l'autore prende spunto dalla mitologia per comporre un canto d'alto spessore poetico, decanta la terra, la bellezza della natura che la rende un vero paradiso alla portata di tutti. Molte volte non ci rendiamo conto che qui sta il nostro bene ultimo, il nostro paradiso!
E' un preludio, forse un 'opera prima... ma è poesia, allo stato puro che risalta e vuole uscire da quel guscio del sottointeso, del normale, del quotidiano. E' poesia che si destreggia tra versi impegnati e ben costruiti, tra frasi e parole immensamente ricercate, studio, armonia, destreggio nel saper scrivere e interpretare ciò che viene detto. Pagu riesce ad amalgamare queste "semplici" e vere qualità, che si ritrovano in ogni suo scritto! Complimenti all'ottimo autore per ciò che riesce ad incanalare nei nostri pensieri!
La terra è un Paradiso e Dio si manifesta nella natura con amore che dovremmo saper interpretare in ciò di cui ci ha fatto dono, bellezze da tutelare e salvaguardare per rispetto verso l'umanità intera e il Creato.













