Musica stonata

Prende sempre più piede la retorica di paese
nel generalizzare senza ben pensare e tutto è nero,
mentre la nostra presenza è linda e profumata
e non si guarda mai indietro nella storia.
Le regole non sono mai unilaterali
si guarda al contingente con la puzza sotto il naso
e si picchia con la clava e si aizza la canizza
rimbrottando il solito sterile polpettone.
Ognuno se ragiona è contro la corruzione
materia cresciuta a iosa anche nel bel paese,
da noi tutto si sfrutta per la grana
anche i migranti sono una grossa attrattiva.
Mi duol vedere come cambia la scena
per non dar soluzione al dramma della paura,
chiuder le frontiere e ergere muri
è musica da gambero non di visioni nuove.
Ci vuol tanta faccia di bronzo e un bel coraggio
dopo averli colonizzati, ben spolpati e prosciugati
oggi si fa li gnorri e si accampano scuse
e si lasciano all'addiaccio senza solidarietà e cuore.
Quanto devi ancor crescere uomo del fare
tu che lucri su tutto e non parli da giusto,
i drammi dell'Africa sono sul nostro conto
e l'Isis non è affiorato per caso ... è un tuo malestro.
Tu che hai invaso sempre per il vile interesse
ora volteresti ben il viso con disinteresse,
è tuo compito dar risposte degne al fratello
il conto prima o dopo va sempre pagato.
Non fare finta ...
tu metti sempre sotto il capo,
l'aurora porge il viso e mena il dito
verso te ingordo che sempre più ti dimostri fallito.
©
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